Banner

Iscrizione Newsletter

Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.


Commenti e idee. Sull'università una riforma per gli studenti PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 07 Febbraio 2011

Commenti e idee. Sull'università una riforma per gli studentiPrima o poi dovremo fare una riforma universitaria, che riguardi non solo la carriera dei professori ma che riguardi anzitutto gli studenti, il loro modo di lavorare, i loro diritti e i loro doveri

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Giacomo Vaciago

Perché in Italia, unico paese al mondo, i voti degli esami universitari sono espressi in trentesimi? Perchè ogni esame è condotto da tre professori, ciascuno dei quali può dare un voto compreso tra zero e dieci, e quindi sommando i tre voti che ciascuno degli esaminatori avrà espresso in modo indipendente, il voto finale va da zero a trenta.
È questo che succede nelle nostre università? Ovviamente, no: mai vista una cosa simile! Gli esami sono condotti sempre da un solo professore. E allora?

E allora prima o poi dovremo fare una riforma universitaria, che riguardi non solo la carriera dei professori – come tutte le nostre ultime riforme fatte – compresa quella appena approvata dal Parlamento. Ma che riguardi anzitutto gli studenti, il loro modo di lavorare, i loro diritti e i loro doveri...
Propongo tre criteri essenziali che caratterizzeranno una buona riforma.
1) Guardare anzitutto alle riforme altrui, e preferire quelle che stanno facendo – ispirate alla meritocrazia – i governi europei di centro-destra. Studiare e imparare quindi da quanto stanno facendo nell'ordine: Svezia, Francia, Germania, e ora Gran Bretagna.
2) Concentrarsi sulla qualità del servizio da offrire agli studenti, sul come loro si insegna e sul come vengono valutati. Si scoprirà – tanto per incominciare – che gli esami sono sempre e solo scritti, valutati in modo anonimo; in una sola sessione d'esami (potendo quindi valutare sempre ciascun studente rispetto all'intera classe). In nessun paese civile può succedere – come succede invece da noi, e non solo nel mezzogiorno! – che belle ragazze e bei cognomi abbiano sempre la media più alta.
3) Sapere che ad una università riformata servono molte più risorse. Siamo l'unico paese al mondo che in questi anni sta tagliando la spesa universitaria, al contrario di quanto stanno facendo tutti i paesi civili.

Il vero problema, politico e anzitutto etico, che dobbiamo ancora risolvere è però un'altro. A chi chiediamo queste maggiori risorse: agli studenti o al contribuente? La riforma inglese – supportata dai risultati della Commissione Browne – è di aumentare ciò che viene chiesto agli studenti. Il governo dà prestiti agli studenti migliori.

Il secondo problema da risolvere è ancora più importante. A chi diamo queste maggiori risorse: a tutte le università secondo proporzioni uniformi; oppure le concentriamo nelle poche università di eccellenza, appositamente individuate?
Le ambiziose riforme che stanno facendo in Francia e in Germania prima il presidente Sarkozy e poi la cancelliera Merkel, hanno scelto questa strada.
Noi quando incominciamo a pensarci?

 

© 2008-2012 Sabina Universitas - Polo Universitario di Rieti S.C.p.A.
P.I. 00982440570 - Tutti i diritti riservati.