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Sapienza, cultura ed ecologia: arriva il bike sharing autogestito PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 01 Febbraio 2011

Sapienza, cultura ed ecologia: arriva il bike sharing autogestitoNell'ateneo sono attivi quattro punti di scambio: Ingegneria a San Pietro in Vincoli, Architettura a Valle Giulia, Medicina presso il Policlinico Umberto I e Fisica dentro la Città universitaria. Tutto gratis e chi rompe non paga, ma ripara il danno

Fonte: la Repubblica
di Viola Giannoli

Stufi del traffico? Dell'inquinamento? Di attendere i mezzi pubblici? La soluzione, anche per gli studenti della Sapienza, si chiama bicicletta. Nell'ateneo sono attivi quattro punti di scambio per il bike sharing completamente autogestiti dagli universitari. Una svolta verde per muoversi con rapidità e rispettando l'ambiente tra un Dipartimento e l'altro, la mensa, le segreterie o le diverse sedi sparse per la città che fanno parte della Sapienza.

I quattro luoghi in cui è possibile affittare le biciclette sono la facoltà di Ingegneria a San Pietro in Vincoli, quella di Architettura a Valle Giulia, quella di Medicina presso il Policlinico Umberto I e quella di Fisica dentro la Città universitaria. Qui, al piano terra del vecchio edificio Marconi, è attiva anche una "Ciclofficina" per la manutenzione delle bici e il materiale informativo. Una sorta di "collettivo ecologico" gestito con passione da una decina di ragazzi che da un anno fa della mobilità alternativa la sua unica bandiera. "Viviamo quasi qui dentro - racconta Lorenzo, uno dei "ciclo-fisici" - ma ne vale la pena. E l'attivazione di questo servizio per tutti gli studenti della Sapienza ne è la dimostrazione. Entro un mese contiamo di rendere funzionale al cento per cento il bike sharing con la possibilità di affittare la bici ad Architettura, ad esempio, e riconsegnarla a Ingegneria".

L'iniziativa è gratuita e al massimo è chiesta una sottoscrizione libera. Poche e semplici le regole: presso la Ciclofficina o gli altri punti di affitto delle bici vengono conservate le chiavi dei lucchetti e una sorta di registro in cui segnare il proprio nome e un recapito. Le bici vanno riconsegnate entro sera o, al massimo, il giorno successivo. Chi rompe non paga, ma aggiusta: nel caso di danni basta rimboccarsi le maniche e darsi da fare con pinze e bulloni disponibili nella Ciclofficina, senza sborsare un euro.

"Le due ruote - conclude Lorenzo - per noi sono una filosofia di vita. Scriviamo e stampiamo manuali per diffondere questa cultura e lavoriamo in parallelo alle altre Ciclofficine di Roma per recuperare le biciclette, acquistare pezzi nuovi o smistare quelli di ricambio. Alcune bici le abbiamo costruite da zero, altre sono vecchi ricordi lasciati in soffitta da rimettere a posto o donazioni di appassionati ciclisti come noi".

 

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