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Gelmini al lavoro per modificare la riforma: ecco le quattro correzioni volute da Napolitano PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 05 Gennaio 2011

Gelmini al lavoro per modificare la riforma: ecco le quattro correzioni volute da NapolitanoIl Ministero dell'Istruzione è già al lavoro nell'anno nuovo per apportare le modifiche alle questioni tecnico - giuridiche sollevate dal Quirinale

Fonte: Studenti.it
di Andrea Maggiolo

La riforma Gelmini sarà modificata a breve seguendo le osservazioni del Quirinale, e a Viale Trastevere sono già al lavoro per fare in fretta. La fase attuativa del ddl Gelmini si preannuncia lunga e accidentata: saranno decine i provvedimenti e le circolari necessarie per rendere operative tutte le novità.

I rettori apprezzano la riforma
Ai rettori, o almeno a molti di loro, la riforma Gelmini piace eccome. E' il massimo rappresentante dei rettori degli atenei del nostro paese, Enrico Decleva, presidente della Crui, il primo ad apprezzare il testo che è stato approvato in parlamento poco prima di Natale.

"Questa legge, beninteso modificabile e da modificare se si dimostrerà in qualche parte inadeguata o inapplicabile - ha detto il presidente della Crui - costituisce quanto di meglio si sia riusciti a mettere insieme in un periodo tra i più difficili della storia repubblicana".

Il richiamo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non deve comunque passare inosservato secondo Decleva: "La legge appare come un punto di partenza dal quale prendere le mosse e su cui lavorare in un clima di larga partecipazione".

Le criticità segnalate da Napolitano
Il Ministero dell'Istruzione è già al lavoro infatti nell'anno nuovo per apportare le modifiche alle questioni tecnico - giuridiche sollevate dal Quirinale. Il ddl Gelmini sull'università non è ancora stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.

Le criticità da risolvere in sostanza sono solo più quattro: sui professori aggregati, le borse di studio "territoriali", i limiti di reddito per i professori a contratto e i lettori in lingua estera.

Professore aggregato: il problema sollevato da napolitano riguardo l'attribuzione di tale titolo ai ricercatori a tempo indeterminato. Napolitano ha chiesto un "miglior coordinamento formale" e di sopprimere il comma che permette di conservare il titolo di professore aggregato per l'anno accademico in cui i ricercatori svolgono didattica. "Solo una svista della Camera", dice Paola Frassinetti del Pdl.

Borse di studio territoriali: nella riforma c'è una norma in base alla quale 10% delle borse di merito sarà riservata agli studenti che risiedono nel luogo in cui ha sede l'ateneo. Era stato Cota, presidente del Piemonte, a sollevare il problema. Il Quirinale è contrario a questa riserva di posti, e dal Pd la senatrice Mariangela Bastico sostiene che queste eventauale norma "disincentiva la positiva mobilità geografica degli studenti".

Lettori internazionali: I lettori internazionali hanno fatto causa perchè spettano loro degli stipendi arretrati. La riforma Gelmini garantisce i diritti arretrati, ma solo in una certa misura e con una limitazione. Si troverà un accordo.

Articolo 23: Napolitano chiede di correggere anche l'articolo che riguarda i contratti di insegnamento per gli esperti. Il Quirinale contesta la previsione di un reddito minimo annuo (40.000 euro) tra i requisiti soggettivi di carattere scientifico e professionale per ottenere il contratto. Una norma voluta, spiegano fonti ministeriali, per evitare forme di precariato e non utilizzare come docenti ragazzi e ragazze che non hanno un lavoro.

La fase attuativa del ddl Gelmini
Non ci saranno particolari problemi a correggere il testo, ma il difficile verrà dopo. Ci sarà bisogno di almeno 40 provvedimenti, tra decreti e circolari ministeriali, per rendere operative le nuove regole della riforma Gelmini, che cambieranno innanzitutto la governance e la gestione del personale nelle università.

Bisognerà aspettare febbraio, o forse addirittura marzo, per vedere i primi decreti.

 

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