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Aspettando il 14 dicembre, come si preparano gli universitari nelle facoltà occupate? PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 13 Dicembre 2010

Aspettando il 14 dicembre, come si preparano gli universitari nelle facoltà occupate?"Nella Capitale confluiranno studenti universitari da tutta Italia - ci racconta Claudio Riccio della Rete della Conoscenza". Workshop, assemblee, cene di finanziamento e laboratori teatrali. La mobilitazione si allarga anche ad altri movimenti sociali

Fonte: Studenti.it
di Andrea Maggiolo

Sono già partiti i preparativi per la prossima manifestazione contro la riforma Gelmini del prossimo 14 dicembre a Roma. E nelle facoltà occupate, da Nord a Sud, tante iniziative per preparare le prossime mobilitazioni e per sensibilizzare l'opinione pubblica sui problemi dell'università.

Workshop e assemblee
"Nella Capitale confluiranno studenti universitari da tutta Italia - ci racconta Claudio Riccio della Rete della Conoscenza - Intanto nelle facoltà occupate continuano workshop, assemblee e si organizzano dei flash mob per sensibilizzare l'opinione pubblica".

Da segnalare la partecipazione alle mobilitazioni, in molti atenei, anche dei professori, per produrre nuove idee e nuovo materiale informativo.

Facoltà in vendita
Proprio dalle facoltà occupate della Sapienza nasce l'idea di "mettere in vendita" simbolicamente le facoltà per protestare contro i tagli. "E' successo al mercato di Piazza Navona in questi giorni, ma le iniziative come questa continueranno".

L'attesa per il 14 dicembre
Ma è evidente, dalle parole di Claudio, che tutta l'attenzione dei ragazzi che occupano è focalizzata sulla manifestazione del 14 dicembre: "Sarà una grande manifestazione, ma anche in altre 30 città italiane quel giorno manifesteranno studenti delle scuole superiori". 

Bologna, il programma di Scienze Politiche occupata
Martedì prossimo gli studenti sfileranno per le strade della Capitale con l'obiettivo di, parole loro, "assediare i palazzi del potere", "ribadire che non avranno mai la nostra fiducia" e "riprenderci il futuro".

I collettivi universitari hanno deciso di coinvolgere nelle prossime mobilitazioni anche "movimenti sociali e lgbtq, sindacati, migranti e comitati territoriali contro la devastazione ambientale" per "mandare a casa il governo".

Lo dimostra il calendario di incontri e iniziative della Facoltà di Scienze Politiche a Bologna: dibattiti e incontri allargati anche ad altri movimenti sociali: workshop sulla condizione dei migranti, spettacoli teatrali e perferomance nate dall'incontro con le culture Rom, e anche ovviamente cene di autofinanziamento.

Siena, le iniziative delle facoltà occupate
Gli studenti dell'Università di Siena ricordano che nelle facoltà occupate è stata elaborata e sviluppata l'Altrariforma, attraverso dibattiti e assemblee.

Palermo, nasce la "riforma dal basso"
L'occupazione non ostacola in molti atenei il normale svolgimento della didattica. A Palermo mirerà a creare momenti di aggregazione, discussione e autoformazione, con la partecipazione di docenti e ricercatori della Facoltà, per mettere insieme una documentazione che ponga le basi per "l'autoriforma” costruita dal basso, da quei soggetti che quotidianamente vivono l'università della crisi.

Lettera aperta dalle facoltà occupate
Proprio dalle facoltà in mobilitazione nasce la lettera aperta che gli studenti e le studentesse della Rete della Conoscenza hanno inviato negli scorsi giorni: "Siamo studentesse e studenti che da settimane sono in mobilitazione permanente.  Centinaia sono le scuole e le università occupate, migliaia gli studenti e le studentesse che hanno inondato le piazze negli ultimi mesi, contro la più grande rapina della storia del nostro paese: il furto del nostro futuro. Paghiamo la precarietà - raccontano -  come condanna esistenziale. Nello studio come nel mondo del lavoro le nostre vite sono ridotte a merce da sfruttare per ingrassare i portafogli di chi ha provocato la crisi".

 

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