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Scuola e università, ecco come è crollata la fiducia dei giovani italiani: "Siamo senza futuro" PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 07 Dicembre 2010

Scuola e università, ecco come è crollata la fiducia dei giovani italiani: "Siamo senza futuro"I giovani si sentono senza un futuro. Sospesi. Precari a tempo indeterminato. La riforma Gelmini è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso che si è andato riempendo lentamente e costantemente negli ultimi anni

Fonte: Studenti.it
di Andrea Maggiolo

Le proteste in tutta Italia contro la riforma Gelmini dell'università sono solo uno dei segni del disagio che pervade il mondo giovanile. Il disagio riguardo lo stato stesso del nostro sistema scolastico.

L'indagine. Un'indagine dell'Osservatorio sul Capitale Sociale di Demos-Coop regala un'istantenea precisa e dettagliata di cosa pensino i giovani italiani delle politiche governative degli ultimi anni su scuola e università.

Il 60% del campione crede che l'università italiana sia peggiorata negli ultimi 10 anni, e il 70% estende questo giudizio alla scuola in generale. La protesta e il disagio non sono quindi dettati solo dal ddl Gelmini, anche se il 50% degli intervistati pensa che questa nuova riforma peggiorerà il nostro sistema universitario. Un terzo degli italiani è invece favorevole alla riforma Gelmini.

Crolla la fiducia. E' crollata nello stesso periodo anche la fiducia nella scuola: nel 2000 era al 69%, ora al 53%. Circa un quarto di consensi evaporati in dieci anni scarsi. Il campione dell'indagine ha le idee chiare su quali siano i principali problemi dell'università: la mancanza di fondi (31%) e lo scarso collegamento con il mondo del lavoro (21%). Senza fondi e senza reali prospettive lavorative. Così vedono la scuola e l'università i giovani. E i tanto vituperati "baroni"? Il 9% degli intervistati ritiene che tra le problematiche della nostra università ci sia la scarsa qualità dei docenti.

Il problema forse più grande sono le risorse pubbliche destinate al mondo dell'università e della ricerca (e come vedremo, gli italiani ne sono consci): siamo gli ultimi in Europa in questa poco prestigiosa classifica. E inoltre, a dicembre 2010, il governo non ha ancora stabilito il finanziamento (FFO) alle Università del 2010. Difficile quindi parlare di riforma quando non si sa nemmeno quali siano i fondi a disposizione.

Il sostegno alle proteste. Per questo motivo è molto largo il sostegno alla protesta di queste settimane contro la riforma Gelmini. Il 63% di coloro che hanno studenti in famiglia è favorevole alle proteste (la percentuale scende al 55% nelle famiglie senza figli). L'81% degli studenti esprime consenso alle proteste in riferimento alla carenza di fondi per le ricerca, mentre soltanto il 53% appoggia le occupazioni.

La riforma Gelmini, di fronte a questi dati, non è quindi l'unica ragione delle proteste e del disagio che è evidente nei giovani italiani in questa fine del 2010. La scuola e l'università, dove i ragazzi costruiscono il loro futuro, e dove si coltivano amicizie e relazioni, non riescono più a svolgere efficacemente il ruolo che le famiglie si attendono da loro.

Senza futuro. I giovani si sentono senza un futuro. Sospesi. Precari a tempo indeterminato. La riforma Gelmini è stata la goccia che ha fatto traboccare un vaso che si è andato riempendo lentamente e costantemente negli ultimi anni.

 

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