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Riforma università, voto slitta: dopo il 14. Proteste e scontri a Napoli e Bologna PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 03 Dicembre 2010

Riforma università, voto slitta: dopo il 14. Proteste e scontri a Napoli e BolognaGranata: buona notizia. Gelmini: l'opposizione fa propaganda. Lettera degli studenti a Napolitano. Il presidente: risponderò

Fonte: Il Messaggero

La riforma dell'Università arriverà al Senato solo dopo il voto sulla fiducia, intanto gli studenti di Roma Tre scrivono a Napolitano che dice: rifletterò e risponderò. «Presidente, almeno tu non ci abbandonare»: è lo striscione, firmato “ricomincio dagli studenti Tre” con cui gli studenti dell'università Roma Tre
che protestano contro la riforma Gelmini hanno accolto, questa mattina, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, all'ingresso dell'aula magna della facoltà di Economia. Il Capo dello Stato, a cui è stata consegnata al suo arrivo una lettera degli studenti, partecipa all'apertura del convegno 'Sraffa's production of commodities' promosso da Roma Tre e dal centro di ricerche e documentazione Piero Sraffa.

«Ho ricevuto una lettera, risponderò dopo averla letta e riflettuto». Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto così ai giornalisti che gli chiedevano un commento. Nella lettera gli studenti hanno scritto:«Noi studenti siamo del parere che questa riforma, nei suoi contenuti e nei suoi passaggi fondamentali, vada contro i principi cardine della nostra Costituzione e dunque non può diventare legge. Per questo motivo facciamo appello a lei, Presidente, affinchè il suo ruolo di supremo garante della Costituzione, possa difendere la nostra legge fondamentale e i valori in essa racchiusi poiché il giorno in cui essa si svuoterà di tali significati, allora anche del nostro futuro non resterà altro che una bolla di sapone vuota pronta a esplodere al primo soffio vento».

La riforma dell'università sarà discussa in aula al Senato dopo il dibattito sulla fiducia previsto per martedì 14 dicembre: lo ha deciso la conferenza dei capi gruppo al cui interno c'è stata la ferma opposizione delle minoranze contro ogni ipotesi di calendarizzare la riforma prima del dibattito sulla fiducia. Il ministro Gelmini aveva spiegato intervenendo ai microfoni di Radio Anch'io: «Tecnicamente i tempi per approvare la riforma prima del 14 ci sono, è una scelta politica farlo. Il regolamento del Senato rende indispensabile, per quanto attiene la calendarizzazione, un comportamento non ostruzionistico delle opposizioni».

«L'opposizione, per motivi di pura propaganda politica, mette a rischio provvedimenti urgenti e indispensabili per l'università italiana. Senza l'approvazione rapida del ddl non si potranno bandire posti da ricercatore, non potranno essere garantiti gli scatti di stipendio, non saranno banditi nuovi concorsi - ha commentato il ministro Gelmini - Sono comunque fiduciosa: il 14 dicembre il governo Berlusconi incasserà la fiducia del Parlamento e il ddl diventerà legge entro l'anno. Il governo Berlusconi potrà dunque proseguire la sua opera riformatrice nell'interesse del Paese».

«La decisione di rinviare la riforma universitaria a dopo il 14 dicembre è una buona notizia. Servono serenità e stabilità politica, sia per migliorare la riforma, sia per dare voce e ascolto alle imponenti manifestazioni di questi giorni». Lo afferma il deputato di Futuro e libertà Fabio Granata.

«C'è l'impegno mio e di Tremonti per arrivare a 150 milioni di euro da destinare alle borse di studio, come l'anno scorso», ha ribadito il ministro dell'Istruzione alla trasmissione Radio Anch'io, sottolineando che al momento «ci sono 125 milioni di euro». Inoltre «per i ricercatori a tempo determinato e indeterminato vi è la possibilità di partecipare a concorsi per associato: per la prima volta con questo ddl si concede una progressione di carriera». E a proposito il ministro ha sottolineato che con la riforma «per la prima volta il ruolo di ricercatore cambia»: non è più visto «come un ruolo da sfruttare, ma come l'inizio di un percorso professionale dentro o fuori l' università». Gelmini ha ricordato che «attraverso l'emendamento al ddl di Futuro e Libertà sono stati introdotti 1.500 posti (per tre anni e poi per altri tre anni) per promuovere i ricercatori al ruolo di associato».

Le proteste degli studenti sono continuate anche nelle ultime ore: Ancona, Reggio Calabria, Pisa, Roma (anche al Convitto Nazionale, scuola di tanti vip politici), Napoli, L'Aquila, Milano (con gli studenti di Brera a ritrarre i poliziotti che li fronteggiavano) sono state tra le città interessate dalle proteste. Per venerdì a Palermo gli studenti hanno annunciato contestazioni al presidente del Senato, Renato Schifani, in visita nel loro ateneo.

Bologna, scontri al Motor Show. Forze dell'ordine e un corteo di circa 200 studenti sono venuti a contatto in viale Aldo Moro a Bologna, a pochi metri dall'ingresso principale del Motor Show. Proprio la kermesse motoristica era l'obiettivo principale del corteo improvvisato nel primo pomeriggio e che era partito dalla zona universitaria verso le 14.30. Gli studenti si sono prima fermati davanti all'entrata principale, limitandosi al lancio di qualche uovo, mentre polizia e carabinieri presidiavano le entrate. Quindi hanno virato per viale Aldo Moro dove c'è una seconda entrata, ma lì un cordone di polizia e carabinieri li ha bloccati a pochi metri dalla piazza dove ha sede la Regione. Il contatto è durato meno di un minuto e sono volate numerose manganellate. Poi gli agenti si sono fatti da parte e il corteo è proseguito verso il liceo scientifico Copernico, in questi giorni occupato. Per una ragazza, colpita alla bocca, è stata chiamata un'ambulanza.

Momenti di tensione e qualche tafferuglio tra poliziotti e studenti universitari nel centro di Napoli. I giovani erano reduci da una manifestazione contro la riforma Gelmini in piazza Trieste e Trento, zona San Ferdinando, quando hanno cercato di introdursi nel vicino teatro San Carlo per chiedere la solidarietà di maestranze e artisti del Massimo partenopeo impegnati nelle prove di uno spettacolo. Secondo le forze dell'ordine, alcuni studenti avrebbero aggirato con la forza il cordone di polizia irrompendo nel teatro attraverso la rottura di un vetro. Immediata la replica dei poliziotti che hanno allontanato con la forza i giovani sparpagliandoli e costringendoli alla fuga. Due manifestanti sono stati portati al commissariato San Ferdinando dove la loro posizione è al vaglio degli investigatori. Dopo i tafferugli il corteo si è sciolto e alcuni dei partecipanti si sono riuniti in assemblea all'interno del teatro San Carlo ottenendo la solidarietà dei lavoratori. Alcuni lavoratori del San Carlo, usciti per ascoltare le ragioni degli studenti, denunciano di essere rimasti coinvolti nel parapiglia.

Un poliziotto è rimasto ferito negli scontri scoppiati in serata tra forze dell'ordine e studenti a Napoli.
Ne avrà per dieci giorni. Il manifestante accusato di averlo colpito, T.F., nato a Roma 27 anni fa, ma residente a Nepi (Viterbo), è stato denunciato in stato di libertà per resistenza, lesioni a pubblico ufficiale, invasione di edificio pubblico e porto di arma bianca (è stato trovato in possesso di un coltello a serramanico con lama da 8 centimetri). Con lui un altro manifestante è stato denunciato in stato di libertà: si tratta di L. A., 19 anni di Napoli, ma residente a San Sebastiano al Vesuvio (Napoli), con precedenti per danneggiamenti: nei suoi confronti l'accusa è di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Il liceo artistico Giorgio De Chirico di Cinecittà, a Roma, è stato occupato stamattina dagli studenti. «Siamo circa 400 - racconta Elena, una studentessa della scuola - e abbiamo occupato stamattina intorno alle 7. Ma non è l'unico liceo della zona. Nelle prossime ore verranno occupati tutti i licei del Municipio X».

 

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