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Gli studenti di centrodestra: la riforma cambierà davvero le cose PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 02 Dicembre 2010

Gli studenti di centrodestra: la riforma cambierà davvero le coseGiovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria (studenti di centrodestra), ammette che il disagio nel mondo universitario esiste, ma è convinto che il ddl Gelmini sia la strada giusta per risolvere i problemi

Fonte: ANSA

"Questa è una riforma che può cambiare davvero le cose nelle università italiane": Giovanni Donzelli, presidente nazionale di Azione Universitaria (studenti di centrodestra), ammette che il disagio nel mondo universitario esiste, ma è convinto che il ddl Gelmini sia la strada giusta per risolvere i problemi. "Peccato - aggiunge - che pochi di coloro che stanno protestando in piazza sappiano cosa prevede realmente la riforma". Donzelli spiega all'ANSA quali sono i punti del disegno di legge, in discussione alla Camera in queste ore, che a suo parere consentiranno "una rivoluzione meritocratica" negli atenei italiani. "Una riforma - rivendica con orgoglio - che raccoglie le battaglie storiche della destra universitaria".

Innanzitutto, inchioda i docenti alle loro responsabilità: "se finora i professori non devono dimostrare la loro presenza a lezione o al ricevimento, con la conseguenza che per gli studenti sono introvabili, ora sono obbligati a farlo". Poi, "i rettori non potranno più avere un mandato a vita come finora accade". Ancora, "lo stipendio dei docenti sarà legato al merito, e questo merito verrà giudicato dagli studenti, attraverso un sistema di consultazione".

Altro punto della riforma Gelmini che secondo gli studenti di destra costituisce una "rivoluzione" nel mondo accademico è che "se finora i concorsi per i docenti avevano un esito scontato, con la riforma non sarà più così, perché la commissione sarà sorteggiata e non più eletta e il concorso sarà nazionale". Infine, "finirà il precariato a vita per i ricercatori: dopo sei anni di ricerca o vinci il concorso o smetti di fare il ricercatore. E in più, lo stipendio passa da 1.200 a 2.000 euro al mese". Ma allora, se la riforma è così positiva per gli studenti e i ricercatori, come mai decine di migliaia di persone sono scese in piazza in tutta Italia per protestare? "Sicuramente c'é tra loro chi è ideologizzato, ci sono ad esempio quelli dell'Udu che sono vicini alla Cgil e i ragazzi dei centri sociali. Ma ce ne sono anche tanti che sono in buona fede, che soffrono un vero disagio per come è ridotta l'università italiana, che è vicina al collasso. Non capiscono che questa riforma può cambiare davvero le cose, e sono manipolati dai baroni accademici che non vogliono perdere il loro potere e aizzano gli studenti".

 

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