|
L'aula della Camera ha approvato ieri, con 307 voti favorevoli e 252 contrari (7 gli astenuti), il Ddl sulla riforma dell'Università, difeso dal ministro dell'Istruzione Gelmini e aspramente contestato da studenti e ricercatori
Fonte: Reuters Italia
Il contestato ddl, che aveva ricevuto il via libera lo scorso luglio dal Senato (dove dovrà tornare per un ultimo passaggio), è stato all'origine delle numerose proteste da parte di migliaia di studenti, scesi in piazza in moltissime città italiane per chiedere il ritiro di questo provvedimento.
Alla base della riforma c'è il principio che l'autonomia delle università deve prevedere anche responsabilità dal punto di vista finanziario, scientifico e didattico. Ecco di seguito alcuni dei punti del ddl.
NUOVI CRITERI DI FINANZIAMENTO Il Ministero sul proprio sito spiega che una parte dei fondi destinati alle Università verranno assegnati sulla base di nuovi criteri di valutazione della qualità. Il 7% del Fondo di finanziamento ordinario -- circa 525 milioni di euro -- è già stato distribuito in base alla qualità della ricerca e della didattica degli atenei. Nel dettaglio, due terzi di questo fondo sono assegnati in base alla qualità della ricerca, un terzo in base alla qualità della didattica.
Secondo gli studenti dell'Unione degli Universitari, tra i principali attori delle recenti proteste, il ddl "taglia il finanziamento al fondo di finanziamento ordinario" che, assieme alle altre riduzioni di fondi, "decreterà la chiusura di molti atenei".
NORMA ANTI-PARENTOPOLI La Camera ha approvato il subemendamento della maggioranza -- presentato in un primo momento dall'Italia dei Valori -- che dispone un giro di vite su parentopoli all'interno dell'università. "Non si potranno avere parentele fino al quarto grado per partecipare ai concorsi, anche per ricercatori e assegnisti. L'Idv aveva proposto fino al terzo grado", dice il Ministero in una nota. "Mi sembra uno slogan", ha commentato il coordinatore dell'Udu, Giorgio Paterna. "Le parentopoli si generano con le baronie e queste non si scardinano con un limite al numero dei mandati dei rettori ma cercando di eliminare i sistemi di potere", ha commentato Paterna.
LIMITE A MANDATO RETTORI Il provvedimento prevede un limite massimo complessivo di otto anni al mandato dei rettori, una norma introdotta per evitare i casi di rettori che restano in carica per moltissimi anni, dato che attualmente ogni ateneo decide il numero dei mandati.
RECLUTAMENTO DOCENTI E RICERCATORI Per il reclutamento dei professori universitari, spiega ancora il Miur, le commissioni che giudicano gli aspiranti docenti di prima e seconda fascia sono composte da quattro professori sorteggiati da un elenco di commissari, eletti a loro volta da una lista di ordinari del settore scientifico disciplinare oggetto del bando e da un solo professore ordinario nominato dalla facoltà che ha richiesto il bando.
Per il reclutamento dei ricercatori, le commissioni che giudicheranno i candidati al concorso sono composte da un professore associato nominato dalla facoltà che richiede il bando e da due professori ordinari sorteggiati da una lista di commissari eletti tra i professori appartenenti al settore disciplinare oggetto del bando. La valutazione dei candidati avviene secondo parametri riconosciuti anche in ambito internazionale. Gli studenti dell'Udu lamentano il fatto che il ruolo del ricercatore viene precarizzato.
CORSI DI LAUREA Il Miur ha inviato alle Università una nota illustrativa che contiene una serie di misure per razionalizzare e ridurre il numero dei corsi di laurea. Il ministero ha già ridotto del 20% i corsi universitari, mentre i corsi di specializzazione di medicina sono passati da 1600 a 1200. La razionalizzazione dei corsi di laurea avviene attraverso: una definizione di più elevati requisiti di docenza per attivare i corsi di studio, al fine di ridurne la proliferazione; disattivazione obbligatoria dei corsi di studio con basso numero di studenti; limite alla proliferazione degli insegnamenti, attraverso l'individuazione del carico massimo di docenza che ciascun Ateneo è complessivamente in grado di erogare; limite alla frammentazione degli insegnamenti attraverso definizione del numero minimo di crediti (6) per esame; eliminazione degli ostacoli di natura organizzativa e formale alla mobilità degli studenti, determinati da una eccessiva eterogeneità dei regolamenti didattici degli Atenei; potenziamento dell'efficacia della valutazione interna, prevedendo una composizione dei Nuclei di valutazione d'Ateneo a maggioranza esterna; limitazione del numero di crediti extrauniversitari che ogni Ateneo può riconoscere.
GOVERNANCE Il ddl prevede una distinzione netta tra Senato e Consiglio di amministrazione, con il primo organo accademico che farà proposte di carattere scientifico e il secondo che avrà la responsabilità delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione.
E' questo uno dei punti più avversati dagli studenti, alcuni dei quali in particolare sostengono che la norma che prevede l'inserimento di non meno di tre persone esterne nel cda possa far approdare a situazioni in cui "paradossalmente i privati si trovino a gestire fondi pubblici", come spiega Paterna dell'Udu. |