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Ministero dell'Istruzione, ecco gli sprechi dell'università italiana PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 30 Novembre 2010

Ministero dell'Istruzione, ecco gli sprechi dell'università italianaPer convincere i contestatori della bontà della sua riforma, il Ministro Gelmini rende noti alcuni numeri degli sprechi dell'università italiana

Fonte: Studenti.it
di Marta Ferrucci

"Affermare che l’Italia spende poco per l’università è falso. Il nostro Paese spende molto ma lo fa male, alimentando sprechi e privilegi non più sostenibili". Lo ha dichiarato il Ministro Mariastella Gelmini che ha aggiunto: "Negli anni l’università italiana non si è sviluppata attorno agli interessi degli studenti ma rispetto a quelli dei professori, dei rettori e di tutti coloro che, a vario titolo, sono impiegati all’interno degli atenei. A farne le spese quindi sono stati soprattutto gli studenti ai quali l’università dovrebbe offrire una didattica e una formazione di qualità che consenta un ingresso immediato nel mondo del lavoro. Allo stesso modo, l’attività di ricerca è diventata, in alcuni casi, sempre più autoreferenziale, perdendo di vista gli interessi strategici e le necessità di sviluppo e di crescita del Paese".

Alcuni dati:

UNIVERSITA'

- In Italia esistono 95 università ma nel nostro Paese si laureano meno studenti che in Cile;

- oltre alle sedi centrali, sono state attivate più di 320 sedi distaccate nelle località più disparate, come Barcellona Pozzo di Gotto, Ozzano nell’Emilia, Priolo Gargallo;

- sono attivi 37 corsi di laurea con 1 solo studente e 327 facoltà con 15 iscritti;

- nel 2001 i corsi di laurea erano 2.444, oggi sono più che raddoppiati arrivando a 5.500. Negli altri Paesi europei, la media dei corsi di laurea è la metà. Tra i corsi di laurea attivati nel corso degli ultimi anni figurano: Scienze dell’allevamento e del benessere del cane e del gatto, Scienza e tecnologia del Packaging, Scienze della mediazione linguistica per traduttori dialoghisti cinetelevisivi;

- le materie insegnate nelle università italiane sono circa 170.000, contro una media europea di 90.000. Si sono moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze degli studenti, aumentando la spesa in maniera incontrollata;

- Nessun ateneo italiano è entrato nella graduatoria delle migliori 150 università del mondo stilata dal Times. La prima università italiana è Bologna, al 192esimo posto;

- negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26.000.

RICERCA

Nell’ambito del PRIN (Progetti di Rilevante Interesse Nazionale) sono stati attivati e finanziati progetti di ricerca del tipo:

- Approccio multidisciplinare alla conservazione dell’asino dell’Amiata (finanziamento assegnato, 55.000 euro);

- Individualità: tradizione filosofica, pensiero storico e saperi della vita. (finanziamento assegnato, 500.000 euro);

- Vita quotidiana delle famiglie: osservazioni etnografiche e rappresentazioni (finanziamento assegnato, 55.000 euro);

- Ricerca e sperimentazione di nuovi modelli e tecnologie informatiche per la formazione a distanza dell'architetto (finanziamento assegnato, 340.000 euro);

- Emozioni, benessere e qualità della vita (finanziato assegnato, 90.000 euro);

- Gli effetti del pericolo e della paura sulla forma e sull’uso della città italiana contemporanea (finanziamento assegnato, 185.924 euro).

Questi dati fanno riflettere, ma basteranno a convincere?

 

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