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Riforma Atenei, ripreso l'esame del Ddl, corteo degli studenti a Montecitorio PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 25 Novembre 2010

Riforma Atenei, ripreso l'esame del Ddl, corteo degli studenti a MontecitorioDopo le proteste di ieri in tutt'Italia e gli scontri a Roma, oggi il movimento degli studenti che contesta il ddl di riforma dell'Università torna in piazza con un corteo a Montecitorio, dove intanto prosegue l'esame del disegno di legge.

Fonte: Reuters Italia

E' quanto ha annunciato un portavoce dell'Udu, l'Unione degli universitari.

"Il corteo parte dalla Sapienza per raggiungere Montecitorio. Nel frattempo, continua il presidio sopra il tetto della facoltà di Architettura da parte di Unione degli Universitari, ricercatori della Rete 29 Aprile e ricercatori precari. Fra ieri e oggi abbiamo occupato l'ateneo di Cagliari, siamo sui tetti delle facolta di Ingegneria di Palermo e Roma, vogliamo occupare il rettorato di Ferrara", ha detto a Reuters Giorgio Paterna, studente di Economia ad Ancona e coordinatore dell'Udu.

Frattanto oggi il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha difeso la propria riforma intervenendo al telefono alla trasmissione tv Mattino Cinque su Canale5, condotta da Maurizio Belpietro.

"Ho sempre rispettato le proteste ma la forma assunta ieri è stata totalmente inaccettabile", ha detto Gelmini a proposito dei disordini di ieri, sostenendo che assaltare il Senato non è un modo corretto e positivo per affermare la propria opposizione alla riforma.

"Lavoriamo contro il collasso, molte università hanno i conti in disordine e se non interveniamo, non sarà il governo a commissariare ma alcune banche", ha aggiunto il ministro, citando ad esempio il caso dell'Università di Siena, definendola sull'orlo della bancarotta.

"Un'opposizione responsabile non sale sui tetti ma dialoga in Parlamento", ha aggiunto, polemizzando con l'iniziativa del leader del Pd Pierluigi Bersani, che ieri ha raggiunto i manifestanti sul tetto dell'università romana per solidarizzare con la loro protesta.

La Gelmini ha anche ricordato una serie di stanziamenti del Governo per l'istruzione, "100 milioni per il diritto studio, 100 milioni con i vaucher..." intravedendo nelle proteste contro la riforma un'alleanza anomala fra una parte degli studenti e "chi non vuole il cambiamento, chi ha posizioni consolidate in università". Ed ha affermato che la sua riforma è molto simile a quella del suo predecessore nel governo di centrosinistra, Luigi Berlinguer.

L'ipotesi di alleanza tra contestatori e baroni è stata respinta dal coordinatore degli studenti. "Da quindici anni denunciamo mali e baronie (dell'università), (difendiamo) il carattere pubblico del diritto allo studio", ha detto ancora il coordinatore dell'Unione degli studenti. Dicendo che il movimento si batte tra l'altro contro la trasformazione delle Università in luogo elitario e la privatizzazione dei consigli di amministrazione.

 

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