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Ingegneri, inaccettabile concorrenza atenei su gare progettazione PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 11 Novembre 2010

Ingegneri, inaccettabile concorrenza atenei su gare progettazioneI professionisti contestano la determina dell'autorità di vigilanza al riguardo

Fonte: Adnkronos

"In una situazione di grave crisi economica che colpisce pesantemente anche il mondo delle professioni, è inaccettabile che un settore composto da migliaia di professionisti, fra ingegneri, architetti, geometri, geologi, periti, debba fare i conti con la concorrenza delle università, che devono invece accentrare tutti i loro sforzi verso la formazione". Non usa mezzi termini il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), Gianni Rolando, nel denunciare, in una nota, "una scelta che va a incidere pesantemente su un settore già in gravi difficoltà".

Rolando si riferisce alla determina dell'autorità di vigilanza del 21 ottobre 2010 che consente agli atenei italiani di partecipare alle gare per l'affidamento di progettazione. "I ruoli dell'università - sottolinea Rolando - sono la didattica e la ricerca, certamente non l'attività professionale che deve rimanere competenza di chi da sempre fornisce un servizio altamente qualificato all'intero Paese". Per il presidente del Cni, ci troviamo di fronte a "un caso evidente di concorrenza sleale, dato che i liberi professionisti per esercitare il loro lavoro devono necessariamente sostenere ingenti costi".

Inoltre, è bene avere sempre presente che per gli iscritti agli Ordini il lavoro professionale è "l'unica fonte di sostentamento". Con questa interpretazione "si mette ulteriormente in crisi un settore composto da chi ha sempre costituito l'ossatura portante della tecnica italiana applicata alle costruzioni". Secondo Gianni Rolando, "l'attività delle università in tutti i campi professionali dell'ingegneria si deve limitare alle consulenze di alto livello, senza minimamente interessare l'ambito professionale sia di progettazione che di direzione lavori e tantomeno di collaudo".

Il grande bagaglio culturale delle università, secondo Rolando, "non è da confondere assolutamente con l'esperienza e l'attività professionale". Insomma, ognuno faccia il suo mestiere. "Solo in questo modo - prosegue Rolando - si potrà uscire dalla crisi mantenendo di altissimo livello l'ingegneria italiana". In ogni caso, ferma restando la forte contrarietà alla determina, il presidente del Cni coglie l'occasione per ricordare come sia essenziale che il governo investa somme adeguate per il nostro sistema scolastico e l'università italiana.

"Ritengo - sottolinea Rolando - che aberrazioni come quella oggetto di questa nota e il lento ma progressivo decadimento del livello formativo italiano che, nonostante tutto, è ancora fortunatamente fra i migliori in Europa, siano dovuti principalmente al sistema economico legato al finanziamento delle università proporzionale al numero dei laureati e inversamente proporzionale ai tempi necessari per laurearsi. L'università deve possedere - conclude - fondi necessari per garantire la miglior formazione possibile, senza entrare in conflitto col mondo professionale e senza distogliere il proprio impegno alla fondamentale attività didattica".

 

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