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| Test a Medicina all'Università di Firenze: il Tar prende tempo |
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| Attualità |
| Venerdì 01 Ottobre 2010 |
Rinviata la sentenza sul ricorso presentato dagli studenti. La polemica cresceFonte: La Nazione di Agata Finocchiaro Per l'Ateneo è una questione chiusa, per gli aspiranti medici no. E nemmeno per il Tar, che ieri avrebbe dovuto pronunciarsi sul ricorso presentato da una ventina di studenti (la prima tranche) dopo la scoperta delle tavole periodiche degli elementi di chimica in due aule di viale Morgagni, durante i test di ammissione a Medicina. In mancanza della documentazione completa, i giudici amministrativi hanno deciso di rinviare la decisione al 19 ottobre: altri 20 giorni di attesa e di speranza per i ricorrenti (in tutto 140) che chiedono di essere ammessi bypassando il numero chiuso, perché la presenza delle tavole vietate, a parere loro e dell’avvocato Michele Bonetti, avrebbe alterato l’esito dell’esame. Una tesi smentita dall’Università e dal ministero dell’Istruzione che, dopo la nomina di una commissione interna, la valutazione degli atti e una simulazione dei risultati d’esame con e senza tavole di chimica, ha decretato che “l’aiutino” involontariamente fornito non avrebbe modificato le graduatorie. Ergo: pietra tombale e avanti tutta. Graduatorie pubblicate e regolare inizio delle lezioni. Ma non tutti gli studenti si sono arresi, in tanti hanno deciso di frequentare le lezioni di medicina pur non avendo superato l’esame, nella speranza che il Tar accolga il loro ricorso e li ammetta in sovrannumero. «Quello sta succedendo è inammissibile - tuona Enrico Bartolini rappresentante di Sinistra universitaria, Unione degli universitari — dopo aver deciso unilateralmente che non c’era stata discriminazione tra gli studenti, ora l’Università fa ostruzionismo ritardando il deposito degli atti e quindi non mettendo i giudici in condizione di decidere. Il nostro timore è che si voglia far slittare il pronunciamento del Tar fino ad anno accademico avanzato, creando ulteriore danno agli studenti che sono costretti a vivere nell’incertezza». Gli studenti alzano la voce contro quello che considerano «il comportamento reticente dell’ ateneo, che non intende collaborare al fine del chiarimento, in sede processuale, di ciò che è avvenuto. Non ci fermeremo davanti ai silenzi dell’università e del ministero e non faremo un passo indietro nella battaglia contro il numero chiuso». Ieri l’avvocato Michele Bonetti, con motivi aggiunti, ha rinnovato la richiesta all’ateneo di immediato deposito degli atti. Agli studenti non resta che attendere (e sperare). |
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