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Sapienza. Consiglio di Facoltà di Ingegneria delibera posticipazione dell’inizio dell’anno accademico PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 23 Settembre 2010
Sapienza. Consiglio di Facoltà di Ingegneria delibera posticipazione dell’inizio dell’anno accademico A breve verrà indetta una assemblea dei docenti e degli studenti per comunicare le motivazioni della protesta e condividerne le iniziative

Fonte: Sabina Universitas

Documento approvato dal Consiglio di Facoltà del 16 Settembre 2010
 
Il Consiglio della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma La Sapienza, nella riunione del 16 Settembre 2010, ha confermato la propria forte opposizione alla manovra Finanziaria predisposta dal Governo, che colpisce duramente l’Università e ha valutato con grande preoccupazione gli effetti prodotti dalle proposte legislative, tra i quali la giustificata protesta dei Ricercatori Universitari, che in grande maggioranza si sono resi indisponibili all’assunzione di incarichi didattici non dovuti e non riconosciuti.
 
La perdurante condizione di sottofinanziamento delle strutture universitarie, ha da tempo limitato lo svolgimento delle primarie attività di ricerca e di didattica, con ciò vanificando ogni possibile progetto di risanamento e ristrutturazione, ispirato ad un’efficace autonomia gestionale ed amministrativa. Le recenti misure finanziarie, inedite per l’entità dei tagli e per l’indifferenza alle politiche gestionali in corso di attuazione negli Atenei, aggraveranno questa condizione di oggettiva difficoltà, già al limite della sostenibilità.
 
Alle difficoltà economiche si accompagna una scarsa valorizzazione delle risorse umane, che assume accenti di particolare gravità in riferimento alla figura del Ricercatore, che – lungi dal vedere riconosciuta l’importanza della funzione svolta – è collocato in un ruolo ad esaurimento, senza concrete possibilità di progredire nella carriera e nel trattamento economico, creando contestualmente un ruolo precario di Ricercatori a tempo determinato. Questa condizione si determina dopo una attesa quasi trentennale, dapprima rivolta alla definizione dello stato giuridico e successivamente alla valorizzazione della funzione didattica e di ricerca, del tutto assimilabile alle altre componenti della docenza.
 
Il Consiglio, in particolare, deplora che le iniziative di protesta responsabile precedentemente assunte in molte sedi universitarie, ampiamente documentate sulla stampa, anche con un’espressione di forte preoccupazione del Capo dello Stato, siano state finora sostanzialmente ignorate dal Governo che ha invece portato avanti un’ulteriore riduzione dei finanziamenti e l’iter parlamentare del DDL di riforma dell’Università. Tali circostanze hanno prodotto, nell’imminenza dell’inizio dell’Anno Accademico, una condizione estremamente critica, che impedisce di fatto il regolare avvio delle attività didattiche in un clima di serenità che deve contraddistinguere questa comunità.
 
La Facoltà di Ingegneria ha realizzato nel tempo un’offerta didattica ricca ed equilibrata, coerente con gli obiettivi formativi, apprezzata dagli studenti, dalle loro famiglie e dal mondo del lavoro, offerta didattica di elevata qualità sostenuta attraverso l’impegno di professori e ricercatori. In una Università, con una età media del corpo docente assai elevata, se viene a mancare il sostegno fondamentale della componente più giovane, non è possibile mantenere un’offerta formativa ampia e di qualità.
 
Il Consiglio di Facoltà delibera di posticipare l’inizio dell’anno accademico per rimarcare la protesta contro tagli ingiustificati delle risorse e il mancato riconoscimento del ruolo dei ricercatori, con l’auspicio che si aprano nuove opportunità di confronto e di mediazione, contemperando le politiche di riforma con la valorizzazione del personale docente e delle strutture universitarie esistenti.  
 
Verrà indetta un’assemblea dei docenti e degli studenti per comunicare le motivazioni della protesta e condividerne le iniziative.
 

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