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Tremonti annuncia che finanziamento per la riforma dell'università arriverà con decreto di fine anno PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 23 Settembre 2010
Tremonti annuncia che finanziamento per la riforma dell'università arriverà con decreto di fine anno«In un mese o due - ha detto il titolare di via XX Settembe - avremo ben chiara la dotazione finanziaria necessaria agli atenei per evitare un impatto negativo sul loro funzionamento»

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Claudio Tucci

Il finanziamento per la riforma dell'università sarà indicato dal governo nel decreto milleproroghe di fine anno: l'annuncio è arrivato da palazzo Chigi dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti che, accanto alla collega di governo Mariastella Gelmini, ha sottolineato come l'esecutivo stia studiando «tempi e metodi» su come far arrivare i soldi.

Soddisfatta il ministro Gelmini che ha indicato i capitoli di spesa più urgenti su cui dirottare i fondi: le università statali e paritarie, le borse di studio e i concorsi per professore associato. Le nuove risorse probabilmente serviranno anche per "sbloccare" gli scatti stipendiali di docenti e ricercatori, una partita che nel triennio costa circa 300 milioni.

La titolare di viale Trastevere ha poi annunciato di aver firmato il decreto sui nuovi requisiti necessari per i corsi di studio e ha presentato anche il piano di programmazione triennale degli atenei 2010/2012. In arrivo una sforbiciata ai corsi universitari con pochi iscritti e agli esami da pochi crediti che fanno proliferare le cattedre. «Il decreto ministeriale- ha spiegato Gelmini - consolida ed estende le misure annunciate dalle Linee guida del governo per l'università grazie alle quali il numero dei corsi di laurea è calato del 20 per cento». Saranno anche disattivati - ha spiegato - i corsi con un numero di immatricolazioni inferiore ai valori minimi previsti (in precedenza al di sotto di questa soglia, l'attivazione del corso era soltanto sconsigliata). E le università con un basso numero di immatricolazioni saranno penalizzate nella ripartizione del Fondo di finanziamento ordinario. Infine, non potranno più esistere insegnamenti e moduli con meno di 5-6 crediti e sono state eliminate quelle misure che prevedevano sconti sul numero minimo di docenti necessari per attivare un corso.
 

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