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Anestesia a distanza Pisa-Montreal durante un intervento chirurgico PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 22 Settembre 2010
Anestesia a distanza Pisa-Montreal durante un intervento chirurgicoI medici che controllavano i parametri fisiologici del paziente erano seduti in uno studio canadese

Fonte: Corriere della Sera
di Elena Meli

Il paziente era sdraiato in sala operatoria a Pisa. I chirurghi gli hanno tolto la tiroide, mentre gli anestesisti non hanno alzato un dito. Non è il resoconto di un intervento degno di un film dell'orrore, ma ciò che è successo il 30 agosto scorso, durante la prima operazione al mondo realizzata in "anestesia a distanza": i medici che controllavano i parametri fisiologici del paziente e decidevano come aggiustare l'anestesia erano infatti comodamente seduti in uno studio di Montreal, di là dall'oceano. A Pisa, 5 telecamere inquadravano gli apparecchi per il monitoraggio delle funzioni vitali del paziente (parametri respiratori, elettrocardiogramma, frequenza cardiaca, quantità di ossigeno nel sangue) e il campo operatorio; inoltre la "centralina" che di norma raccoglie tutti i dati dell'operazione, momento per momento, era collegata in tempo reale con un'identica centralina piazzata a Montreal, al Dipartimento di Anestesiologia della McGill University.

L'INTERVENTO - «Di fatto, per i nostri colleghi d'oltreoceano era come essere presenti in sala: vedevano esattamente ciò che vedevamo noi, che eravamo fisicamente accanto al paziente - spiega Francesco Giunta, direttore del Dipartimento di Anestesia e Rianimazione dell'università di Pisa e coautore del progetto di anestesia a distanza assieme a Thomas Hemmerling, anestesiologo canadese -. In sala è bastata la presenza di qualcuno per inserire l'ago da cui iniettare i farmaci, il cui flusso era poi controllato quasi interamente per via elettronica; solo per alcuni comandi c'è stato bisogno di una conferma vocale, di un colloquio fra gli anestesisti a distanza e il personale presente in sala operatoria. In qualsiasi momento, naturalmente, avremmo potuto intervenire. Ma non ce n'è stato motivo». Tutto è filato liscio il 30 agosto e nei 19 interventi successivi eseguiti con le stesse modalità (tutte operazioni di routine, così da limitare al minimo le sorprese). Adesso, entro metà ottobre, dovrebbero iniziare gli esperimenti inversi: da Pisa i medici controlleranno l'anestesia di pazienti operati a Montreal.

CHIRURGIA ROBOTICA - La collaborazione Italia-Canada nasce per completare la tecnologia della chirurgia robotica, fiore all'occhiello della ricerca italiana, rendendo tutta un'operazione chirurgica gestibile completamente a distanza. I vantaggi sono evidenti per Paesi come il Canada, dove grazie alla tele-anestesia anche gli ambulatori più sperduti degli inuit potrebbero garantire prestazioni mediche di rilievo; ma non mancano neanche in Italia, dove pure non c'è una vera carenza di anestesisti e le distanze sono sicuramente inferiori: «Un sistema come questo potrebbe rivelarsi utile nelle isole o in paesi di montagna, per cure di prima necessità o per preparare un paziente a un trasferimento "critico" in un ospedale lontano - considera Giunta -. Da noi, tuttavia, il vero futuro di queste tecnologie potrebbe essere nei reparti di terapia intensiva dove molto spesso, soprattutto nelle piccole realtà, si sente il bisogno di confrontarsi con i colleghi o di un aiuto dall'esterno. Poter scambiare in tempo reale i dati dei pazienti e far controllare i parametri vitali e la somministrazione dei farmaci da medici esperti potrebbe rendere inutili i trasferimenti dai piccoli ai grandi ospedali».

VISITE PREOPERATORIE - La tele-anestesia inoltre potrebbe rivelarsi molto comoda e vantaggiosa per le visite anestesiologiche obbligatorie prima di sottoporsi a un intervento chirurgico. «A Pisa, ad esempio, eseguiamo ogni anno circa 5.000 interventi sulla tiroide che solo in minima parte coinvolgono pazienti della nostra area: gli altri si sobbarcano viaggi anche lunghi da altre Regioni, per l'operazione e pure per le visite precedenti - dice Giunta -. Basterebbe invece attrezzare un qualunque ambulatorio di endocrinologia con un sistema simile a questo per dialogare a distanza e fare la visita anestesiologica preoperatoria, valutando tutti i parametri che ci servono in tempo reale ed evitando ai pazienti il disagio di grossi e ripetuti spostamenti», conclude l'anestesista.
 

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