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Gli studenti fuori sede spendono fino a settemila euro in più PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 22 Settembre 2010
Gli studenti fuori sede spendono fino a settemila euro in piùE' quanto emerge dallo studio dell'O.N.F. - Osservatorio Nazionale Federconsumatori sulle spese sostenute dagli studenti universitari

Fonte: ASCA

In Italia il 20,5% della popolazione universitaria, stando ai dati Istat 2009, studia al di fuori della propria regione di residenza: a questi andrebbero aggiunti gli studenti che, all'interno della stessa regione, si spostano in un'altra citta'.

E' l'affitto la voce piu' costosa per uno studente "fuori sede", che, insieme alle spese accessorie (riscaldamento, condominio, energia, ecc.), raggiunge mediamente 4.982 euro annui se sceglie di vivere in singola, e 3.756 euro annui se, invece, sceglie di condividere una stanza con altri studenti.

Dividendo l'Italia in Macro-regioni si scopre che e' il Centro ad avere le spese per la casa (affitto+mantenimento) piu' alte, pari a 5.544 euro annui per una stanza singola e 4.194 euro annui per una stanza condivisa. Piu' economico, invece, risulta il Sud con una spesa pari al 31% in meno rispetto al Centro, per quanto riguarda la stanza doppia e del 34% in meno relativamente alla singola.

Di non poco conto risultano anche le spese per i libri, con una differenza tra le facolta' umanistiche e quelle scientifiche: per le prime la spesa ammonta in media a 454 euro annui, il 17% in piu' rispetto a quelle scientifiche.

Dallo studio, dunque, emerge chiaramente che ad orientare lo studente nella scelta dell'universita' non e' solamente la qualita' della facolta' prescelta, ma gioca un ruolo fondamentale anche il reddito della propria famiglia.

Commenta Rosario Trefiletti, Presidente Federconsumatori: "A potersi permettere di studiare fuori sede, quindi, e' o il figlio del solito gioielliere, albergatore, notaio, ecc. o un qualsiasi studente che, tuttavia, pur di frequentare la facolta' desiderata, e' costretto a lavorare per mantenersi, allungando, cosi', nella maggior parte dei casi, i tempi necessari per laurears".

Tutto cio' - avverte Federconsumatori - mina fortemente il diritto allo studio per molti studenti e pone l'attenzione, ancora una volta, sulla necessita' di un'edilizia scolastica adeguata: "sarebbe necessario un provvedimento che vieti la costruzione di nuovi atenei senza la contestuale costruzione di alloggi". I posti disponibili nelle residenze universitarie, infatti, sono scarsissimi: possono ospitare solo il 2,7% degli studenti universitari, appena 48.000 a fronte di un totale di iscritti nelle universita' italiane pari a circa 1.800.000 studenti (dati relativi all'anno accademico 2008-2009).
 

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