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Università: l'Italia fuori dalle top 200 del Times Higher Education PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 17 Settembre 2010
Università: l'Italia fuori dalle top 200 del Times Higher EducationL'Italia è fuori dalle 200 università migliori del mondo secondo la classifica stilata dal Times Higher Education. Sul podio trionfano gli Usa con, nell'ordine, Harvard, l'Istituto di tecnologia della California e il Mit (il Massachusetts Institute of Technology)

Fonte: Dire Giovani

Per trovare un ateneo italiano bisogna uscire dalle top 200 ed entrare nella classifica 'ufficiosa' delle 400 migliori istituzioni, che vede al posto numero 217 l'Università di Trieste, che raggiunge il miglior piazzamento italiano. Seguono Milano Statale (235mo), l'Università di Padova (243mo), Ferrara al (250mo), Trento (252mo), il Politecnico di Torino (281mo). Al posto 287 spunta l'ateneo di Bologna, che nella precedente classifica Times era dentro le migliori 200 università del mondo, al 174mo posto.

C'è da dire che quest'anno Times ha affinato la classifica e ha reso più dura la selezione, cambiando anche partner: prima si avvaleva della collaborazione di Quaquarelli Symonds (la cui classifica è uscita giorni fa e segnala Bologna e la Sapienza fra i 200 atenei migliori al mondo), ora è nata una partnership con Thomson Reuters. Continuiamo con il posizionamento delle nostre università: al posto 310 c'è Pisa, al 311 l'Università di Modena e Reggio Emilia, al 313 quella di Bari, solo al 325 arriva la Sapienza (che era 205ma lo scorso anno), al 334 c'è Il Politecnico di Milano. L'Italia non rientra nemmeno nel ranking di Times sulle migliori università europee che sono 82 e capitanate da Cambridge.

L'elaborazione del ranking, si legge sul sito di Times Higher education, è durata dieci mesi "di intenso lavoro" e anche se la classifica esiste da 7 anni, per il Times questo è l'anno zero di una nuova stagione visto che i criteri sono diventati più selettivi. Secondo gli autori il ranking di quest'anno rappresenta "la fotografia più accurata dell'educazione universitaria che abbiamo mai prodotto".

Gli indicatori usati sono stati tredici raccolti in cinque grandi gruppi così divisi: qualità della docenza, volume e qualità della ricerca, citazioni guadagnate dai prodotti di ricerca, innovazione, internazionalizzazione. Ma perché l'Italia sfigura così tanto? Il problema sono "i finanziamenti e la spesa", spiegano dal Times. La reputazione delle nostre università "resta alta", ma quest'anno hanno pesato altri criteri di eccellenza e questo deve "risvegliare l'Italia che deve guardare con attenzione al proprio posizionamento nel mondo se non vuole rischiare il fallimento". In Europa, per esempio, sfiguriamo, per investimenti, davanti a Francia e Germania che spendono "in modo più massiccio". Quest'anno una applicazione per l'IPhone consentirà di entrare dentro al ranking affinando la ricerca in base alle proprie necessità.
 

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