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| Primi passi in università. Un tutor per amico, quando funziona |
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| Attualità |
| Giovedì 16 Settembre 2010 |
Una figura ad hoc per aiutare gli studenti a superare le difficoltà dell’università. Spetterebbe ai docenti, ma sono di solito studenti 'senior'Fonte: la Repubblica di Manuel Massimo Superato lo scoglio della Maturità per le future matricole è già tempo di tuffarsi in una nuova sfida, proiettandosi di slancio verso il mondo accademico. Un percorso a tappe impegnativo, da costruire giorno per giorno, che va programmato con cura e seguito con scrupolo per arrivare al traguardo finale con il vento in poppa. Ma nel mare magnum delle facoltà può capitare di incappare in inconvenienti e perdere di vista la propria 'rotta' fatta di lezioni da seguire, esami da sostenere e crediti da acquisire in tempi prestabiliti. Per ritrovare la bussola - e scongiurare il pericolo 'abbandono' - gli studenti, specie quelli del primo anno, possono fare affidamento su una figura ad hoc messa loro a disposizione dall'ateneo: il tutor universitario. Chi è. Un po' psicologo, un po' fratello maggiore, il tutor fornisce assistenza agli studenti durante il loro percorso di studi. A rivestire questo ruolo, che spetterebbe formalmente e istituzionalmente ai docenti, sono nella maggior parte dei casi studenti 'senior' selezionati dall'università attraverso un apposito bando: laureandi, neolaureati e dottorandi poco più grandi dei ragazzi in cerca di risposte ai loro dubbi e di soluzioni pratiche per i loro problemi. Il tutor può contare su una collaborazione stabile (semestrale o annuale) e retribuita (circa 10/15 euro l'ora) che gli consente di 'arrotondare' mantenendo un piede in ateneo: un impegno non particolarmente gravoso conciliabile con lo studio e/o con il lavoro. Che cosa fa. I compiti di un tutor universitario sono molteplici e si possono riassumere nel trittico 'accoglienza-informazione-orientamento': il suo ruolo è complementare rispetto a quello burocratico/formale della segreteria perché offre una consulenza 'mirata' fondata sull'esperienza pratica della vita universitaria, riuscendo a stabilire un contatto 'empatico' con gli studenti. Prima di iniziare ad 'operare' attivamente, i tutor di norma seguono un breve corso di formazione interno tenuto da specialisti - psicologi e educatori - per svolgere al meglio la propria attività. Dall'immatricolazione al post laurea. Il servizio di tutorato è diretto a orientare e assistere gli studenti lungo tutto il percorso degli studi, rendendoli attivamente partecipi del processo formativo e rimuovendo gli eventuali ostacoli che si dovessero presentare sul loro iter accademico: attività finalizzate a rendere più efficaci e produttivi gli studi universitari. Nelle prime fasi della carriera studentesca, il compito del tutor è soprattutto incentrato sull'accoglienza e deve contribuire a facilitare il passaggio tra la scuola secondaria e il mondo accademico, aiutando le matricole a 'prendere il ritmo'. La funzione tutoriale prosegue negli anni accademici e l'ambito d'intervento centrale diventa quello di assistenza: 'dritte' su come migliorare la qualità dell'apprendimento, consulenze per costruire il piano degli studi, news sui programmi di mobilità internazionale. Ma non è finita qui: il tutor ha anche il compito di indirizzare e seguire i neolaureati nell'accesso al mondo del lavoro operando in stretta connessione con le attività di job placement promosse dall'ateneo. |
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Una figura ad hoc per aiutare gli studenti a superare le difficoltà dell’università. Spetterebbe ai docenti, ma sono di solito studenti 'senior'







