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Irregolarità durante i test di Medicina? Ecco le prime segnalazioni PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 06 Settembre 2010 09:39
Irregolarità durante i test di Medicina? Ecco le prime segnalazioniQuest'anno sono stati tanti gli atenei che attraverso metal detector, scanner portatili e rilevatori di campi elettromagnetici hanno evitato l'introduzione di telefoni cellulari. E qualcuno spera: "Forse grazie ai controlli severissimi il test sarà regolare"

Fonte: Studenti.it
di Andrea Maggiolo

Abbiamo raccolto già nella giornata di ieri le prime reazioni di chi ha tentato il test di ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia nelle università di tutta Italia.

L'Udu, come vi abbiamo già raccontato, ha pubblicato un opuscolo che permette agli studenti di tutelarsi dalle eventuali irregolarità riscontrate durante la prova d'ammissione. Nella guida al test ci sono anche tanti consigli per fare ricorso in caso di esito negativo del test. E forse qualcuno ne avrà bisogno.

"Eravamo schiacciati come sardine"
Ci è arrivata una segnalazione (non è indicato però l'ateneo) che solleva già i primi dubbi sulla trasparenza e la regolarità delle prove. "Ieri ho partecipato ad un test di ammissione - ci scrive una ragazza - 30 ragazze circa sono arrivate in ritardo, altre 4 quando eravamo già seduti tutti in aula. La giustificazione è stata "Il treno è arrivato in ritardo".

A non convincere la studentessa è anche la logistica. "I risultati del mio test li saprò settimana prossima, ma durante il test eravamo tutti con le stesse domande l'uno attaccato all'altro come sardine, è corretto che ognuno veda ciò che l'altro scrive? E' corretto arrivare tardi all'appello? Io sono arrivata il giorno prima spendendo anche i soldi per l'alloggio per essere sicura di non incorrere in eventuali ritardi".

Qualcuno protesta per la poca chiarezza di una domanda di chimica: "Ci siamo messi in due dopo il test e non ci siamo risuciti a risolverlo! E di chimica di esami ne abbiamo dati. La domanda - affermano - era posta in modo un po' strano".

"In Sardegna per avere più speranze"
Alcuni quotidiani commentano i test di ieri sottolinenando elementi nuovi. Agostino Aulico, di Palermo, ha accompagnato il figlio Francesco a fare il test in Sardegna, a Cagliari: "L'aereo era pieno di ragazzi che dovevano fare il test per medicina a Cagliari o a Sassari - spiega - e il motivo è che qua la selezione è meno severa, in media si passa rispondendo giusto a 41 o 42 domande, mentre a Palermo è più difficile".

"Fate indagini sui corsi di preparazione ai test!"
Un altro genitore solleva dei dubbi sulla regolarità dei corsi di preparazione ai test d'ingresso: "Sarebbe ora che qualcuno andasse a scavare un po' nel business dei corsi di preparazione ai test che sono sorti in questi anni man mano che si istituiva il numero chiuso nelle università: costano molti soldi e - assciura - sono gestiti spesso da persone dentro questo ambiente".

"Un telefono ha squillato"
All'Università di Palermo è stata denunciata un'irregolarità. Alcuni candidati all'uscita del Polididattico hanno subito confermato. "In aula 7 dell' edificio 19 - dice una candidata - una persona ha suggerito delle risposte. Prima dell'inizio del test un telefono ha squillato". Ma Calogero Caruso, presidente della commissione, nega deciso: "Non ci sono state irregolarità. Tutto si è svolto come previsto dal bando".

Controlli più duri in tutti gli atenei
L'Alma Mater di Bologna, per garantire l'assoluta regolarità, ha fatto le cose per bene: guardie giurate tra i banchi, rilevatori di cellulari e braccialetti identificativi. Quest'anno sono stati tanti gli atenei che attraverso metal detector, scanner portatili e rilevatori di campi elettromagnetici hanno evitato l'introduzione di telefoni cellulari e altre apparecchiature elettroniche in grado di agevolare la comunicazione con l'esterno.

"Test regolare, forse c'è una speranza anche per chi non ha cognomi altisonanti"
Francesco De Donato, un giovane studente pugliese, ha raccontato le sue sensazioni dopo aver fatto il test di medicina: "Quello che mi ha stupito della prova di ieri alla Sapienza sono stati i controlli. Serissimi e accurati. I candidati venivano fatti entrare nell'aula uno per uno, solo dopo aver mostrato documento, cedolino di iscrizione, aver firmato il foglio della presenza e lasciato zaino e borse in un angolo dell'aula, lontano dai banchi. Insomma - conclude il giovane - ho avuto la speranza che forse, nonostante quello che si dice, una possibilità di accesso ad una facoltà tanto elitaria quanto ambita forse c'è anche per chi non ha cognomi altisonanti né conoscenze importanti".

+ Scarica la Guida al test sicuro dell'UdU
 

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