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| Studio dell'Università di Sidney. Ore piccole sul web, cervello a rischio |
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| Attualità |
| Lunedì 06 Settembre 2010 09:36 |
Per chi dorme meno di 5 ore a notte si triplica il rischio di soffrire di problemi psicologici nell'anno successivoFonte: Corriere della Sera di Simona Marchetti Fare le ore piccole attaccati a internet per navigare in rete o chattare su social network come Facebook sarebbe pericoloso per i ragazzi e proprio la mancanza di sonno potrebbe spiegare lo sconcertante aumento di malattie mentali in età adulta. A lanciare l’allarme, uno studio dell’Università di Sydney su 20mila giovani di età compresa fra i 17 e i 24 anni, pubblicato sulla rivista Sleep, che ha evidenziato come coloro che dormono meno di 5 ore a notte abbiano il rischio triplo di soffrire di problemi psicologici nell'anno successivo rispetto a chi dorme regolarmente, perché ogni ora di sonno persa sarebbe legata a un +14% di possibile pericolo per la salute. «I disturbi del sonno e, in particolar modo l’insonnia, sono il monito per un successivo sviluppo di patologie come la depressione e l’ansia - ha spiegato alla rivista il professor Nicholas Glozier che, oltre a condurre la ricerca, studia psichiatria e medicina del sonno al Sydney’s-Woolcock Institute e al Brain and Mind Research Institute -. Molte malattie mentali vanno e vengono, ma sono quelle che non migliorano che risultano essere particolarmente interessanti. Tanti miei pazienti giovani stanno su Facebook o sul web per giocare online fino all’una o alle due di notte, ma la maggior parte di loro deve poi alzarsi alle sette della mattina, mentre le persone di mezza età possono dormire più a lungo». PATOLOGIE - Di certo, il tempo che un ragazzo passa online è cresciuto vertiginosamente negli ultimi anni, grazie anche al boom dei social network, e se una ricerca del 2009 di cybersentinel.co.uk aveva scoperto che i teenager inglesi restavano incollati al web per ben 31 ore settimanali, un’analoga indagine dell’European Interactive Advertising Association ha rivelato che il 57% degli europei va regolarmente online e che l’82% dei giovani dai 16 ai 24 anni utilizza internet da 5 a 7 giorni a settimana. Gli esperti mettono poi in guardia anche su un altro fattore: ovvero, il fatto che i disturbi del sonno possano aggravare malattie mentali già esistenti. «Molti ragazzi possono soffrire di insonnia come risultato di patologie precedenti - ha proseguito Glozier -, ma quello che stiamo vedendo è che ci sono adulti che tendono a soffrire di ansia e di problemi sonno-veglia che possono poi sfociare in disfunzioni bipolari o in depressione grave». Grazie ai suoi studi, il professor Glozier è diventato uno dei pionieri nei metodi per correggere l’equilibrio sonno-veglia delle persone che soffrono di insonnia: i pazienti che vanno da lui lamentando simili patologie vengono, infatti, trattati con una cura a base di luce (light therapy) al mattino, ma anche con ormoni come la melatonina, che li aiuta ad addormentarsi prima. |
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