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Terremoto. Borbona, Posta e Cittareale: nel triangolo della paura PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 03 Settembre 2010 10:26
Terremoto. Borbona, Posta e Cittareale: nel triangolo della pauraA Borbona, Cittareale e Posta, dove la terra trema da ormai un anno, quasi tutti i giorni, non si parla d’altro

Fonte: Il Messaggero
di Fabrizio Colarieti

Negli ultimi tre mesi, dice l’Istituto di geofisica, di scosse di terremoto, proprio lì sotto, ne sono state registrate oltre cinquecento, la più forte martedì mattina (magnitudo 3.6), e così la paura, di ora in ora, continua a crescere. «Qui a Borbona il terremoto si fa sentire eccome», dice un’anziana ferma davanti al bar “la Sorgente”: «Per caso siete quelli che devono montare le tende? Non vorremmo fare la fine degli aquilani».

E sì, perché L’Aquila e il suo devastante sisma sono a due passi e non è solo lo sciame di questi giorni a ricordarlo. Quanto sia vicino quel dramma lo ricorda un cartello, appena fuori il centro abitato: a sinistra si va a L’Aquila, pochi chilometri ed è già Abruzzo, a destra al campo sportivo, «dove - spiega il sindaco di Borbona Antonio Durante - la protezione civile ha individuato l’area dove installare tende e container nel caso accada qualcosa». Quel qualcosa è il terremoto che, gradualmente, dopo il 6 aprile 2009, ha scelto di spostarsi a ovest, cioè proprio al centro del triangolo Amatrice, Campotosto, Montereale.

Gli esperti dell’Ingv dicono che c’è una relazione, tra la faglia sismogenetica del distretto aquilano e gli eventi che si registrano nella parte alta del Reatino, anche se la conoscenza di questo dato non aggiunge altro, né permette di prevedere cosa accadrà in futuro. Ieri sera a Borbona e a Posta si respirava ancora aria di vacanze, con molti romani in giro, del resto per il calendario è ancora estate, anche se da qualche sera il termometro è tornato a scendere sotto i dieci gradi. Nei bar, tra un caffè e una birra, parlano tutti del terremoto «che non ci lascia in pace», perché la mattinata, quella di martedì, è stata davvero agitata, per quelle 4 scosse, ben percepite e tutte registrate nel distretto monti reatini: alle 5 (3.4), alle 9.12 (3.6), alle 13.45 (2.3) e alle 14.06 (3.3).

Dopo L’Aquila è cambiato l’approccio con il terremoto, la gente è ancora scossa e gli amministratori anche: «Abbiamo immediatamente attivato la protezione civile - aveva dichiarato proprio martedì il presidente della Regione, Renata Polverini - per garantire eventuale sostegno ai comuni del reatino interessati da diverse scosse sismiche. Per fortuna non ci sono stati danni, ma stiamo monitorando la situazione e mezzi e uomini sono pronti a intervenire».

Una presenza, quella della protezione civile, sollecitata anche dai sindaci: «Siamo preoccupati - afferma Durante - ma la situazione è sotto controllo. Ho parlato con la Regione, ci siamo incontrati in Comunità montana con gli altri sindaci, la protezione civile ci ha inviato le tende. Nel mio comune - aggiunge il primo cittadino di Borbona - abbiamo individuato tre aree dove installare i ricoveri d’emergenza». Finora il terremoto non ha fatto danni: ha solo ricordato, quasi ogni giorno, che nell’amatriciano è di casa, lo stesso motivo per cui, da sempre, quelle zone sono classificate “rosse”, cioè ad alto rischio sismico.
 

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