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Studenti alla guerra dei test: centomila richieste per ventimila posti PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 02 Settembre 2010 09:38
Studenti alla guerra dei test: centomila richieste per ventimila postiIn forte aumento le iscrizioni per le professioni sanitarie

Fonte: Il Messaggero
di Alessandra Migliozzi

Test universitari al via fra polemiche e minacce di ricorso. Partono le prove per le facoltà a numero chiuso. Per quanto contestate e poco amate siano le prove un dato è certo: chi vuole fare l’architetto, il medico, il veterinario o l’odontoiatra (queste facoltà sono a numero chiuso per legge) non demorde. I numeri dei candidati restano impressionanti. Il Cineca, il consorzio che stampa i quiz per il ministero, quest’anno ha dovuto produrre 150mila compiti, il 20% in più. Per l’esattezza sono ormai in viaggio verso le università 80.200 test di Medicina, 35.150 di Architettura, 26.050 di Odontoiatria e 9.400 di Veterinaria.

A conti fatti quest’anno ci saranno oltre 100.000 persone che si contenderanno i circa 20.000 posti messi in palio dalle quattro facoltà più agognate. Entrando nello specifico, nel solo ambito medico (Odontoiatria, Medicina e Professioni sanitarie) ci sono 37mila posti a bando e 218mila candidati, dicono i dati dell’Osservatorio della Conferenza dei corsi di laurea di Medicina e chirurgia. Le richieste sono aumentate dell’8,1%. La maggior parte delle domande riguarda le professioni sanitarie: per 28.135 posti ci sono 119mila richieste, 8.500 in più dello scorso anno. Il rapporto tra domanda e posti è salito da 4,0 a 4,2. L’aumento degli iscritti ai test (+10%) riguarda anche Medicina: ci sono 7mila domande in più (da 71mila a 78mila) per 8.755 posti. Ogni 8,9 candidati c’è un’iscrizione in palio. Più basso l’incremento per Odontoiatria: da 20mila a 20.870 richieste per 789 posti. L’aumento complessivo delle domande è solo parzialmente compensato da quello dei posti, circa mille.

Anche per questo non si placano le polemiche di chi non crede nei test: «Bisogna superare il concetto di selezione degli studenti a priori», dicono dall’Unione Universitari che annuncia i ricorsi e caldeggia l’abolizione dei quiz. I presidi delle facoltà chiedono, invece, una maggiore valutazione del curriculum scolastico. «Da noi il modello francese, quello che prevede una selezione solo alla fine del primo anno - spiega il rettore della Sapienza, Luigi Frati - non è possibile. Peraltro gli stessi francesi vogliono cambiarlo. I test sono già migliorati, ora bisogna fare in modo di valutare il curriculum dello studente».

Una legge degli ex ministri Mussi e Fioroni (nell’ultimo governo Prodi) aveva istituito l’obbligo di valutare fino a 25 punti il curriculum dei meritevoli nell’ambito dei test. Ma il ministro Gelmini ne ha già rinviato più volte l’applicazione per motivi tecnici. «Ora bisogna e trovare il modo di far partire questa norma - sollecita Frati - noi presidi abbiamo chiesto che i punti scendessero a 10 perché 25 erano troppi. A giugno dovrebbe partire il tutto, ma bisognerà decidere come distribuire questo punteggio».

Anche dall’università di Firenze invitano il ministero a cambiare le modalità di selezione. «Il sistema perfetto non esiste- ammette Rosa Valanzano, preside di Medicina nell’ateneo fiorentino- Da noi non ci può essere un primo anno aperto a tutti, in Italia non ci sono le strutture per farlo. Dare più peso al curriculum è una necessità ormai inderogabile».

Dal ministero, per ora difendono i test: «Sono l’unica modalità seria per selezionare gli studenti. Certo il rischio di lasciare a casa qualche eccellenza c’è. Ci sono anche dati che dicono che un buon risultato al test corrisponde, in media, ad un buon andamento universitario». Comunque si sta lavorando per migliorare il contenuto delle prove. «Al ministero- aggiungono dal Miur- c’è una commissione che sta studiando se e come dare più peso alle domande che possono essere utili ai fini del corso, come quelle scientifiche per Medicina, togliendo magari spazio a quelle di cultura generale, ma i test vanno mantenuti». E poi si dovrà capire se a giugno scatterà o meno la possibilità per i maturandi di far valere il proprio curriculum. I presidi chiedono che «non ci siano altri rinvii». Intanto, i posti banditi sembrano essere davvero troppo pochi: per Medicina negli ultimi 14 anni, dal 1997 al 2010, a fronte dei 121mila necessari in base al turnover ne sono stati messi a disposizione solo 103mila.
 

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