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Atletica: David Rudisha migliora il record mondiale negli 800 PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 30 Agosto 2010 11:23
Atletica: David Rudisha migliora il record mondiale negli 800Spettacolo a Rieti anche nei 100m, male Howe

Fonte: ANSA

Anniversario migliore il meeting di Rieti non avrebbe potuto desiderare. L'edizione numero 40 della creatura partorita nel 1971 dalla mente di Sandro Giovannelli, ex ct dell'Italia femminile, spegne le candeline con un record del mondo, tre primati mondiali stagionali, record del meeting e risultati di prestigio in serie. L'uomo del giorno e' David Rudisha, il ventiduenne keniano che otto giorni dopo aver abbattuto il record del mondo di Wilson Kipketer sul doppio giro di pista (1'41''09) abbassa ancora il mondiale degli ottocento metri: la prima lepre, il connazionale Tangui, chiude i primi quattrocento in 48''20, poi e' Rudisha a prendere le redini della gara passando il secondo 'pacemaker' ai cinquecento. Poi il giovane masai stacca tutti e quando si presenta sul rettilineo finale il pubblico reatino, tutto in piedi, lo sospinge verso lo straordinario 1'41''01 finale, ad un passo dal primo tempo sotto il muro degli 1'41''. ''Un anno fa - racconta Rudisha dopo aver tagliato il traguardo - avevo corso in 1'42''01 ed avevo promesso a Sandro (Giovannelli n.d.r.) che sarei tornato per fare il record del mondo. Stavo bene, per questo ho preso il comando della corsa prima che la seconda lepre esaurisse il proprio compito, e negli ultimi cento metri il pubblico reatino mi ha aiutato a raggiungere questo grande risultato. L'anno prossimo saro' ancora qui per provare a correre ancora molto forte: a Rieti ho trovato un'atmosfera speciale e dopo oggi credo di poter avere nelle gambe tempi un tempo sotto l'1'41''. Il mio obiettivo e' correre sotto questa muro''.
 
Su una pista, quella reatina, che in quarant'anni si e' conquistata il soprannome di 'tempio del mezzofondo' - una leggenda a cui Rudisha ha contribuito oggi con l'ottavo record del mondo stabilito al Guidobaldi - recitano da protagonisti, in una giornata speciale, anche gli uomini della velocita'. Sui 100 lo statunitense Ryan Bailey ferma il cronometro sul 9''95 in batteria, seguito dal giovane francese Lemaitre che eguaglia il primato transalpino con 9''98, quindi scendendo ancora, lui che e' bianco, sotto i dieci. Ma poco dopo, in finale, e' il giamaicano Nesta Carter ad infiammare il pubblico tagliando il traguardo in 9''78, eguagliando il primato mondiale stagionale di Tyson Gay. Bailey e l'altro giamaicano Forsythe segnano i propri personali rispettivamente in 9''88 e e 9''95, mentre Christophe Lemaitre, quarto in 9''97, migliora il record francese e si conferma lo sprinter bianco piu' veloce di tutti i tempi nella gara piu' veloce di sempre mai corsa su territorio italiano.
 
David Oliver, primatista mondiale stagionale con 12''89, domina la gara dei 110 ostacoli: l'americano corre di forza, abbatte ostacoli in sequenza ma fissa il crono a 13''01, migliorando il 13''07 con cui il britannico Colin Jackson aveva stabilito nel 1994 il record del meeting. L'ultimo grande tempo di giornata sulla velocita' porta la firma Wallace Spearmon, il velocista americano due volte bronzo mondiale (2007 e 2009) sui 200 metri: il ventiseienne di Chicago stabilisce il record del meeting con 19''85. Nel giorno in cui Rudisha riscrive la storia degli ottocento metri finisce per passare quasi in sordina la gara dei 3000 metri maschili, dove l'etiope Tariku Bekele centra la miglior prestazione del 2010 in 7'28''70. Nella sua scia si inserisce Bernard Lagat, keniano naturalizzato statunitense, che con 7'29''00 stabilisce il nuovo record di specialita' per il continente americano.
 
Ma in questo meeting di Rieti c'e' una nota negativa: davanti al pubblico di casa, Andrew Howe non brilla. Il lunghista italo-californiano, maturato proprio all'ombra del Terminillo, non va oltre un settimo posto atterrando a 7.69 e confermando come la strada che porta al pieno recupero sia ancora lunga. La gara va al tedesco Bayer con un modesto 8.06.
 

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