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Skuola.net. Medicina e professioni sanitarie le facoltà più gettonate PDF Stampa E-mail
Attualità
Venerdì 27 Agosto 2010 09:32
Skuola.net. Medicina e professioni sanitarie le facoltà più gettonateÈ quanto risulta da un sondaggio proposto ai ragazzi all’indomani dell’esame di Stato sulle “intenzioni di iscrizione”

Fonte: La Stampa

Sempre più giovani sognano il camice bianco. Sarà per il fascino che la professione da sempre emana, sarà per il desiderio di avere un posto sicuro e ben retribuito, fatto sta che per i ragazzi appena usciti dalla maturità la facoltà più ambita è medicina, così come le altre professioni sanitarie quali odontoiatria e veterinaria, e i corsi triennali tipo fisioterapia, infermieristica e ostetricia. Ben il 26,3% delle future matricole, più di una su 4, è intenzionato a scegliere una facoltà dell’area sanitaria.

Bene anche le facoltà scientifiche, anche se in misura minore rispetto all’area sanitaria. È il 20,8% dei ragazzi ad avere l’ambizione di diventare ingegnere, architetto, fisico o matematico. Continuano a stimolare interesse anche le facoltà a indirizzo sociale. Un buon 19,8% di studenti considera studi come giurisprudenza, economia, psicologia o scienze politiche, un buon investimento per il proprio futuro professionale. Poco distanti le facoltà umanistiche, a cui si iscriveranno il 17,9% dei neodiplomati.

In base a quanto risulta dal sondaggio, quindi, sono pochi i ragazzi che non opteranno per alcuna formazione accademica. Solamente il 15,2% si orienterà per una formazione alternativa a quella universitaria, scegliendo tra le varie possibilità offerte da ogni regione per permettere ai ragazzi di “imparare un mestiere” ed entrare direttamente nel mondo del lavoro.

«Un dato sicuramente interessante - commenta Daniele Grassucci, responsabile relazioni esterne del portale - è proprio quello sugli studenti che non hanno intenzione di iscriversi all’università: sono la netta minoranza, segno che l’università sta diventando sempre più una tappa obbligata, almeno nell’immaginario collettivo, per entrare nel mondo del lavoro».

Il fatto che la gran parte dei ragazzi si iscriverà a una facoltà universitaria, nonostante il gran numero di laureati disoccupati che si registra in questi anni, dimostra secondo i responsabili del sito che per molti ottenere la laurea sia ancora una delle chiavi per il successo professionale. O forse, ci si è semplicemente resi conto che, «anche se il “pezzo di carta” non sarà sufficiente ad assicurare il posto di lavoro, una preparazione culturale più elevata è sicuramente uno strumento in più per raggiungere una certa soddisfazione professionale».

Secondo Grassucci, la massiccia scelta del percorso universitario è dovuta anche al fatto che, «complice la moltiplicazione dei corsi di laurea e delle sedi universitarie, è possibile quasi per tutti riuscire a trovare un corso su misura sulle proprie abilità, interessi e capacità economiche. Tuttavia - sottolinea - questo può essere anche indice che le scuole superiori preposte a una formazione più orientatala allo sviluppo di una specifica professionalità non sono in linea con le richieste del mercato del lavoro locale, oppure non viene svolto a monte un corretto processo di orientamento al momento della scelta dell’indirizzo di studio superiore».

«In tempi di crisi economica - prosegue Grassucci - anche gli studenti pongono il problema occupazionale fra gli elementi cardine della scelta. Così è possibile spiegare la preferenza per le facoltà di area sanitaria e tecnico-scientifica, che sono quelle che sviluppano le professionalità più richieste dal mondo del lavoro, come hanno dimostrato recenti studi. Inoltre, sempre queste facoltà risultano essere quelle con il più alto tasso di coerenza tra titolo di studio e ambito lavorativo in cui gli studenti trovano sbocco».

«Al contrario - prosegue il responsabile relazioni esterne di Skuola.net - le facoltà del gruppo sociale e umanistico si mostrano quelle meno coerenti, ovvero il titolo di studio spesso non aiuta a trovare un lavoro nel campo di specializzazione per cui si ci si è formati. Non a caso, quindi, le preferenze sono in calo».

«I laureati in corsi del gruppo medicina - ricorda Grassucci - vedono il riconoscimento del proprio titolo di studio quasi nella totalità dei casi, quelli del gruppo chimico-farmaceutico nel 94% dei casi e i laureati in ingegneria nell’83%. Tra i laureati in corsi triennali, la quota di impiegati in lavori che richiedono la laurea è elevata solo tra i laureati nelle professioni sanitarie (94%) e i laureati nel settore chimico-farmaceutico (64%)».

«Al contrario - conclude - per i percorsi universitari lunghi, i laureati dei gruppi politico-sociale trovano un lavoro per il quale è richiesta la loro laurea solo nel 53,5% dei casi, quelli del gruppo linguistico nel 43,5% e quelli del gruppo psicologico nel 41,9%. Invece, per i laureati triennali, sono oltre 6 su 10 i laureati dei gruppi giuridico, letterario, psicologico e architettura a trovare lavori nei quali la laurea non è richiesta».
 

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