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Tanti anni sui libri "proteggono" dalla demenza: un gruppo di ricercatori ha scoperto il perché PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 26 Luglio 2010 13:04
Tanti  anni sui libri Un grado maggiore di istruzione aiuta le persone a far fronte molto meglio ai cambiamenti cerebrali associati alle alterazioni nel cervello

Fonte: La Stampa.it

Anni e anni passati a sudare sui libri riducono il rischio di ammalarsi di demenza. Finalmente oggi un gruppo di ricercatori GB e finlandesi ha scoperto il perché. Si tratta, infatti, spiegano su Brain di un dilemma che ha sconcertato gli scienziati per molto tempo.

Esaminando il cervello di 872 persone incluse in tre grandi studi sull’invecchiamento - che prima della morte avevano compilato dei questionari sui propri studi - i ricercatori hanno scoperto che un grado maggiore di istruzione aiuta le persone a far fronte molto meglio ai cambiamenti cerebrali associati alla demenza.

Gli studi più recenti hanno dimostrato che una maggiore istruzione riduce il rischio di demenza legato all’età, ricordano gli autori. Ma finora non si era capito se erano proprio gli anni passati sui libri a “proteggere” il cervello, o piuttosto uno status socio-economico elevato, abbinato a uno stile di vita più sano e consapevole, due caratteristiche frequenti nei soggetti che studiano più a lungo.

Ebbene, la ricerca condotta da Carol Brayne dell’Università di Cambridge dimostra che persone con differenti livelli di istruzione presentano patologie cerebrali simili, ma le più istruite sono meglio in grado di compensare gli effetti della demenza.

«Si è già visto che non esiste una relazione uno-a-uno tra la diagnosi di demenza nel corso della vita e le alterazioni osservate nel cervello al momento della morte - spiega Hannah Keage dell’Università di Cambridge - Una persona può mostrare segni importanti di patologia nel cervello e un’altra ben pochi, eppure entrambe possono aver sofferto di demenza. Secondo il nostro studio l’istruzione» sembra essere un’arma in più, in grado di «consentire ad alcune persone di far fronte meglio ai cambiamenti a livello cerebrale, prima di mostrare sintomi di demenza».
 

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