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| Olimpiadi della Fisica: 5 studenti italiani alla conquista di Zagabria |
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| Attualità |
| Martedì 20 Luglio 2010 19:08 |
Un romano, un napoletano, un leccese, un bolognese e un genovese sfidano i temutissimi cinesi e francesiFonte: Il Messaggero.it Autore: Francesca Filippi Sono cinque gli studenti che fanno parte della “nazionale” italiana che parteciperà alla 24esima edizione delle Olimpiadi della Fisica, organizzate dall’Aif, l’Associazione per l’insegnamento della fisica (accredita presso il Miur) e in programma da oggi e fino al 25 luglio a Zagabria. Tutte “punte”: un napoletano, un leccese, un genoano, un bolognese e, per la prima volta dal 2005, un romano. Si tratta di Stefano Paesani, 18 anni, neodiplomato allo scientifico Righi, genitori insegnanti di matematica in due licei della Capitale e un fratello iscritto, neanche a dirlo, alla facoltà di Matematica della Sapienza. Stefano Paesani, Fedor Getman (da Napoli) Giuliano Chiriacò (Lecce) Stefano Rulli (Bologna) e Alessio Calzona (di Genova) si sfideranno con altri 400 cervelli d’oro, provenienti da 90 Paesi, a colpi di problemi, esercizi, esperimenti e rompicapo vari. La squadra – che dovrà vedersela soprattutto con cinesi e francesi, i più agguerriti e temuti – prima di partire per Zagabria è stata presentata nel dipartimento di Fisica dell’ateneo romano. I cinque sono stati selezionati su 200mila studenti dei licei scientifici, tecnologici e informatici di tutta Italia, e ognuno di loro nella propria città è stato sottoposto a durissimi allenamenti, con la guida di docenti universitari. Stefano Paesani, residente nel quartiere Trieste, appassionato di contrabbasso jazz e di baseball, ha seguito negli ultimi mesi i corsi nella Facoltà di Fermi e Majorana insieme ad altri liceali di Roma e provincia. Ma solo lui ce l’ha fatta: «E’ stata dura – racconta lo studente – non solo per aver lavorato su testi universitari di Halliday e David Morin ma perché le scuole non ci hanno sostenuto. Il mio metodo di studio è frutto del fai da te». In palio medaglie d’oro, d’argento e bronzo, borse di studio e la possibilità di frequentare prestigiose università negli Usa. «Per questo motivo, oltre alla mia fidanzata, ho trascurato l’esame di stato – ammette Stefano – tant’è che ho ottenuto 80. Ma le Olimpiadi venivano prima di tutto. Da grande infatti mi piacerebbe fare il ricercatore al Cern, occuparmi di fisica atomica e nucleare». Soddisfatto Giancarlo Ruocco, direttore del Dipartimento Fisica della Sapienza: «Valorizzare le nostre eccellenze è l’unica via da percorrere – sostiene - perché si verifichi un’inversione di tendenza e questo appuntamento è il più ambito per gli studenti che amano una materia così affascinante». Infine Giuliana Cavaggioni, responsabile nazionale per le Olimpiadi della Fisica: «Asiatici e francesi sono i migliori al mondo, ma se i nostri ragazzi avessero a disposizione armi più affilate, potrebbero posizionarsi ai vertici delle classifiche». |
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