Iscrizione Newsletter
Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.
| Rapporto Cnel: mezzo milione di posti lavoro in meno per i giovani |
|
|
|
| Attualità |
| Martedì 20 Luglio 2010 18:58 |
Per le persone tra i 15 e i 24 anni la caduta è notevole: -10,8% in un solo anno, e anche tra gli occupati più grandi, fino a 34 anni, si rileva una riduzione del -5,8% Fonte: Dire Giovani Nell'Italia della crisi chi ha un lavoro se lo tiene stretto, anche fuori tempo limite. Mentre le giovani leve trovano sempre meno spazio. Uno dei pochi dati "positivi" rilevati dal rapporto del Cnel relativo al 2009 è che, in molti casi, chi arriva a 65 anni tende a prolungare il periodo di attività lavorativa. Per tutte le altre classi di età, invece, si registra una contrazione particolarmente marcata. Per le persone tra i 15 e i 24 anni, ad esempio, la caduta è notevole: -10,8% in un solo anno, e anche tra gli occupati più grandi (fino a 34 anni) si rileva un'intensa riduzione (-5,8%). In termini assoluti, tra il 2008 ed il 2009 si sono persi 485mila posti di lavoro per persone fino ai 34 anni, mentre per le classi più mature (dai 35 anni in su) si registra un incremento di 125mila occupati, concentrati essenzialmente sulle età prossime al pensionamento. Ad aver pagato i maggiori costi sono infatti i più giovani; tale fenomeno peraltro non è un'esclusiva italiana, ma si sta osservando in altri paesi. Come spiega il Cnel, la domanda di lavoro è caduta soprattutto nella componente indipendente (all'interno della quale sono inclusi i collaboratori) e in quella dipendente temporanea. Queste tipologie contrattuali, come noto, sono prevalentemente diffuse tra i giovani. Se i lavoratori dipendenti temporanei rappresentano meno di un decimo degli occupati totali (il 9,3% nel 2009), per i giovani tra i 15 e i 24 anni l'incidenza è quattro volte tanto: quasi un giovane su quattro (il 38,6% nel 2009) è occupato come temporaneo. Lo stesso si osserva anche tra i collaboratori (categoria che include i co.co.co e i prestatori d'opera); anche in questo caso, l'incidenza dell'occupazione in questa categoria è decisamente più elevata per i più giovani. Le differenze sono meno nette, ma comunque non trascurabili, per i giovani tra i 25 e i 34 anni. |
Ultime Notizie
- Innovazione e ricerca, l'Europa boccia l'Italia
- Serve la cooperazione, non la competitività
- Se la Fornero facesse l'operaia
- Il moralismo trasversale
- Dal ministero per le Politiche agricole quattro borse di studio per laureati
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- WebTv da record: più di 2 milioni di utenti per i 60 anni di Vasco
- Obesità, Saverio Cinti: «Scovato il "serbatoio" segreto del tessuto adiposo»
- Così appassionati di videogiochi da farci la tesi? Wired vi premia
- Da Fondazione Crui, 22 tirocini all’Ispra in ricerca e tutela ambientale
Più Lette della Settimana
- Bachelor. Appello al Ministro Fornero: far presto per non dissipare generazioni di neolaureati
- Entro il 2012 la risposta sulla 'particella di Dio'
- "Internet sarà l'equivalente di quello che negli anni '50 era l'automobile"
- Posto fisso, polemica per la “doppia monotonia” della figlia del ministro Fornero
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- Schizofrenia e disturbi sociali, studio italiano ne svela la natura
- Volunia, la sfida italiana a Google che rompe le gerarchie del Web
- L'UDU vince il ricorso sui punteggi minimi ai test d'ingresso
- Bere da morire: l'alcol accresce il rischio di sviluppare tumori
- In funzione il cuore che non batte, diventa anche un film





Per le persone tra i 15 e i 24 anni la caduta è notevole: -10,8% in un solo anno, e anche tra gli occupati più grandi, fino a 34 anni, si rileva una riduzione del -5,8% 







