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| Mondiali 2010: la Spagna con Iniesta segna la storica prima volta |
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| Attualità |
| Lunedì 12 Luglio 2010 09:47 |
Un boato indescrivibile, liberatorio, costato 120 minuti di pura sofferenza: il gol di Iniesta toglie il tappo a tutto il tifo di Spagna, campione del mondo. La formazione iberica ha vinto il titolo superando l'Olanda 1 a 0 Fonte: Rainews24 La Spagna è campione del mondo. La formazione iberica ha vinto il titolo superando l'Olanda 1 a 0 con gol di Iniesta all'undicesimo del secondo tempo supplementare. Un gol molto contestato dagli olandesi per un presunto fuorigioco di Iniesta, ma l'arbitro Webb ha convalidato la rete. E' il primo titolo iridato della Spagna, e arriva due anni dopo la conquista del titolo europeo. Un boato indescrivibile, liberatorio, costato 120 minuti di pura sofferenza: il gol di Iniesta toglie il tappo a tutto il tifo di Spagna e parte all'unisono il grido "Campeoooones, campeoooones". E' il coro trattenuto da generazioni che grida ci siamo anche noi, siamo "campeones del mundo". E' sfrenata, delirante e liberatoria la 'fiesta' scoppiata nel Paseo de Recoletos di Madrid, dove più di 250 mila persone si erano date appuntamento per seguire assieme la Roja, stretti con gli amici e soverchiati da un caldo torrido fino al brivido finale. La felicità è scoppiata ancora più forte per una vittoria che tutti si aspettavano, ma non credevano così difficile. "Que viva Espana", si canta ovunque: è follia pura, la gente non sa cosa fare, salta, urla, canta, volano i petardi e volano acqua e birra da tutte le parti. E' una vera scarica di adrenalina arrivata dopo 90 minuti di sofferenza e due tempi supplementari mozzafiato chiusi dal genio di Iniesta. Anche a Barcellona si inchinano al giocatore del Barca le migliaia di persone radunate di fronte al primo schermo gigante piazzato dal Comune nel capoluogo catalano per la 'Seleccion espanola'. "Inieeeeesta, Inieeeeesta, Inieeesta", urlano senza sosta migliaia di tifosi, ma sono tanti anche i cori di "que viva Espana". Il primo titolo di Campioni del Mondo conquistato in 80 anni di competizioni mondiali unisce tutta la Spagna e scatena il delirio in tutto il Paese, dalla Galizia all'Andalusia, dalle Canarie ai Paesi Baschi. A Siviglia si canta "We are the Champions", e ripartono gli urli quando Casillas alza la coppa ceduta dal capitano dell'Italia Fabio Cannavaro, che la levò al cielo a Berlino 2006. I supplementari sono costati quasi l'infarto a molti tifosi. "Estoy atacada, non puedo mas (sono agitatissima, non ce la faccio più)", assicurava Elena, una trentina d'anni, a Madrid assieme a due sue amiche, con gli occhi lucidi dopo la fine del primo tempo dei supplementari. Le grida di "a la calle" (fuori!) erano scoppiate come come un boato sull'espulsione di Heitinga, come se fosse una premonizione del gol di Iniesta. Prima erano state ovazioni per "el Nino Torres" quando Del Bosque decide di metterlo in campo al posto di Villa. Sono stati 120 minuti di adrenalina pura. Non c'era tregua per i tifosi. "Bisogna tirare fuori le spade per dargliele a questi olandesi", diceva Juan, a metà del primo tempo dei supplementari. La fine dei 90 minuti regolamentari aveva scoraggiato i migliaia di tifosi che sembravano dare per scontata la vittoria. Come "premono" commentavano i tifosi, che si continuavano a lamentare della fallosità degli olandesi. "Ademas protestan (e in più protestano)", era il commento più diffuso tra gli aficionados. Dopo alcuni minuti però gli animi si sono riscaldati di nuovo al grido di guerra di "a por ellos ho ho, a por ellos, he he, a por ellos olè, olè (avanti, andiamo a prenderli)". E la convinzione, la perseveranza e il tiro di Iniesta hanno aperto le porte del paradiso a un Paese che aspettava questa festa da decenni. Canotta di Iniesta con dedica a Dani "sempre con noi" "Dani, sei sempre con noi". E ' la scritta (in spagnolo, ovviamente, ndr)) che Andres Iniesta aveva messo sulla canotta che indossava sotto la maglia della nazionale iberica. Una scritta che ha svelato quando dopo aver segnato il gol vittoria si è sfilato la maglietta ed ha mostrato a tutto il mondo televisivo a chi fosse dedicato il gol: Dani Jarque, il capitano dell'Espanyol morto improvvisamente un anno fa. Formazioni Nessuna novità nelle formazioni di Olanda-Spagna, finale del Mondiale 2010. Vicente Del Bosque ha confermato Pedro titolare e, come già successo nella semifinale contro la Germania, porta in panchina Fernando Torres che non ha fatto parte dell'11 iniziale. Per il resto tutto confermato: 4-2-3-1 con Villa unica punta. Nell'Olanda stesso modulo con Van Persie al centro dell'attacco, Kuyt, Sneijder e Robben sulla trequarti. A centrocampo è tornato De Jong, assente per squalifica contro l'Uruguay. "Abbiamo meritato di vincere" "E' stata una partita molto difficile ma noi abbiamo dei giocatori fantastici che hanno saputo imporsi". Vicente Del Bosque è raggiante per il primo titolo mondiale conquistato dalla sua Spagna. "Già nel primo tempo eravamo padroni del campo e nel secondo meritavamo di vincere perché abbiamo avuto almeno due-tre occasioni per andare in gol" prosegue il ct delle 'Furie rosse'. "Sono felice per i miei giocatori, tutti, sia quelli in campo che quelli in panchina - sottolinea -, abbiamo sempre pensato a vincere. Abbiamo dei valori molti importanti: rappresentiamo la Spagna". "E' un momento di felicità grandissimo, oggi abbiamo mostrato un calcio fantastico. Abbiamo avuto delle difficoltà, lo sappiamo bene, non ci hanno fatto giocare, ma dopo la parata di Casillas su Robben abbiamo avuto più occasioni". Ha detto Del Bosque intervistato da Sky Sport. "Iniesta? Se lo merita, è uno dei giocatori spagnoli più brillanti di tutta la storia del calcio. Però non voglio fare distinzioni, è stato gruppo magnifico". Gli chiedono se rinnoverà il contratto, ma l'ex tecnico del Real Madrid glissa: "Non è il momento. Ora cercheremo di vincere altre competizioni. Questa squadra - conclude - ha un futuro". Proteste degli olandesi Abbracci in mezzo al campo e lacrime degli spagnoli campioni del mondo, olandesi intorno all'arbitro e ai guardalinee a protestare, forse perché reclamavano una presunta posizione di fuorigioco di Iniesta. In tribuna festeggiavano il primo Mondiale della Spagna il principe Felipe assieme alla moglie: entrambi agitavano una sciarpa con i colori della nazionale. Mandela allo stadio Nelson Mandela è arrivato a bordo di una piccola automobile scoperta sul campo del Soccer City Stadium di Johannesburg per salutare il pubblico durante la cerimonia di chiusura del Mondiale, che precederà la finale tra Olanda e Spagna. L'ex presidente sudafricano e leader della lotta contro l'apartheid compirà 92 anni tra una settimana. Spettatore ha tentato di appropriarsi della coppa Un colpo di scena ha rischiato di mandare all'aria l'inizio della finalissima tra Olanda e Spagna: uno spettatore, un invasore di campo, ha tentato di appropriarsi della Coppa del Mondo che pochi minuti il capitano della nazionale azzurra Fabio Cannavaro aveva formalmente consegnato alla Fifa e che quindi era stata posta bene in vista a bordo campo, al Soccer City. Immediatamente le forze di sicurezza hanno provveduto a bloccare lo sconosciuto e a portarlo negli uffici di polizia dello stadio, dove ora viene interrogato. Attimi di smarrimento e sconcerto tra i giocatori delle due nazionali e l'arbitro Webb con i suoi assistenti di linea che erano pochi metri piu' indietro, nel tunnel degli spogliatoi, in attesa di entrare in campo. |
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Un boato indescrivibile, liberatorio, costato 120 minuti di pura sofferenza: il gol di Iniesta toglie il tappo a tutto il tifo di Spagna, campione del mondo. La formazione iberica ha vinto il titolo superando l'Olanda 1 a 0 







