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Ue, 100 milioni di videogiocatori.In Italia il mercato rialza la testa PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 30 Giugno 2010
Ue, 100 milioni di videogiocatori.In Italia il mercato rialza la testaPresi in esami 18 paesi. Nella fascia di età 16-19 anni gioca il 68 per cento. Dopo la battuta d'arresto del 2009, nel nostro paese il mondo dei giochi elettronici esce dalla crisi. Ma crollano le console portatili. Dominio Nintendo nella classifica dei titoli più venduti

Fonte: Repubblica.it

Poco meno di 100 milioni di persone, ecco la dimensione del popolo dei videogiocatori in Europa. O almeno è questo che sostiene l'associazione degli editori di giochi elettronici, la Interactive Software Federation of Europe (Isfe), che a Cannes ha presentato i risultati della sua ultima ricerca annuale. Ottantadue pagine fitte di dati dalle quali emergono alcune ovvietà, tante conferme e qualche sorpresa. Il mercato dei videogame in Italia ad esempio torna a crescere nei primi cinque mesi del 2010, e siamo alle sorprese, con un secco più 6.9 per cento. Lo scorso anno, per la prima volta, era infatti calato di oltre 10 punti. In secondo luogo quello dei giochi elettronici sembra, definitivamente, un fenomeno di massa che interessa soprattutto adolescenti e chi ancora non ha compiuto trent'anni. Anche se non è più terreno di scontro generazionale, e questa è un'altra novità importante.

Nei 18 Paesi presi in esame, 16 dell'Unione con l'aggiunta della Svizzera e della Norvegia, sono stati venduti 253 milioni di giochi nel corso del 2009 e oltre il 25 per cento della popolazione si è divertita con le varie palestre virtuali sul genere di Wii Fit, con gli sparatutto alla Call of Duty o con la miriade di titoli disponibili sul Web. Questo significa che in media tre uomini su dieci e due donne su dieci conoscono bene questa forma di intrattenimento. Oltre 95 milioni di persone nel complesso, più di 100 se includiamo i minori di sedici anni lasciati fuori dalla ricerca della Isfe, delle quali ben 80 milioni si concentrano in solo otto Paesi: Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Olanda e Polonia. Storicamente i mercati principali, a parte la Polonia. Altrove, dove le console hanno fatto il loro ingresso da poco, la percentuale crolla. Si gioca tanto in Francia, il 38 per cento della popolazione e si gioca parecchio anche in Inghilterra, Svezia, Olanda, tutte sopra il 30 per cento. Molto meno in Italia, Polonia e Germania, nazioni sotto i 20 punti percentuali.

L'unica fascia di età dove i giocatori sono sempre oltre il 68 per cento, poco importa dove si guardi, è quella che va dai sedici ai diciannove anni. La voglia di videogame in seguito sciama con l'andare degli anni quasi ovunque. Stranamente però non c'è più il salto, lo stacco, il gradino netto. "Questo significa che è venuta a mancare la contrapposizione fra nativi e immigrati digitali, fra chi è nato nell'era di Pac-Man e chi invece era già un ragazzo quando l'invasione dei giochi elettronici è cominciata nei primi anni Settanta", commenta Francesco Antinucci, direttore della sezione Processi Cognitivi e Nuove Tecnologie dell'Istituto di Psicologia del Cnr. "Siamo in pratica tutti uguali ora e smettiamo progressivamente di giocare diventando più maturi, anziani". Le uniche nazioni che fanno caso a parte sono l'Olanda e la Francia, dove il videogame è di massa a quasi tutte le età. Oltralpe perfino fra i trentacinque e i quarantaquattro anni i giochi elettronici piacciono a poco meno del 50 per cento degli intervistati, mentre la media europea è del 36 e da noi non si supera il 20.

La maggior parte delle persone contattate dalla Interactive Software Federation of Europe, la metà degli uomini e il 48 per cento delle donne, afferma di giocare sul computer. Considerando che il mercato ufficiale dei videogame per pc è in crollo costante, in questo avvio del 2010 in Italia ha totalizzato un bel meno 18 per cento, stiamo parlando di titoli più o meno gratuiti accessibili sul Web o sui social network. Passatempi stile Farmville, simulazione digitale di una fattoria, che a maggio ha raggiunto gli 82 milioni di utenti in tutto il mondo. Solo il Wii della Nintendo, fra le console vere e proprie, sembra essere altrettanto trasversale. Seconda per popolarità solo ai titoli su Internet, assieme al Ds sempre della Nintendo è l'unica macchina dedicata ai videogame dove il pubblico femminile è la maggioranza. Il 18 per cento delle giocatrici europee si diverte infatti con il Wii, un altro 10 per cento preferisce il Ds, quando su iPhone o PlayStation 3 sono appena il 2 per cento e su Xbox 360 arrivano al 3. Il Wii, del resto, è la sola console ad aver puntato ad un pubblico diverso da quello tradizionale dei videogamer. Vien quindi da pensare che sia stata proprio lei ad aver colmato la frattura generazionale seducendo chi fino a poco tempo fa i giochi li guardava con sospetto.
 

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