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| "Niente t-shirt e pantaloncini". A Roma Tor Vergata polemica caldo |
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| Attualità |
| Mercoledì 16 Giugno 2010 09:21 |
Diventa un caso con tanto di rivolta su Facebook l'invito della direttrice del corso di laurea in scienze infermieristiche agli studenti di adottare un abbigliamento consono. "Non è possibile vedere ragazze con il seno mezzo di fuori e maschi con le gambe scoperte" Fonte: la Repubblica Spinti dal caldo e dell'assenza di aria condizionata, avevano pensato di fronteggiare la calura adottando un abbigliamento più estivo: pantaloncini (fino alle ginocchia) e t-shirt smanicate. Un look che, però, non è piaciuto alla direttrice della sede distaccata del corso di laurea di scienze infermieristichedell'università di Tor Vergata, in via Sillani, al Laurentino. La direttrice didattica Anna Mariano venerdì scorso, ha tenuto una "lezione" sull'abbigliamento "decoroso" da tenere all'università. "Non è possibile che alcune ragazze abbiano il seno mezzo di fuori, o che i maschi mostrino così tanto le gambe", dice la responsabile. Che, specifica: "Ovviamente non ho sospeso nessuno, ma certo voglio che in questa sede ci si vesta in maniera decorosa". Infuriati gli studenti, che su un gruppo Facebook dedicato alla loro università, hanno fatto partire il tam-tam: "Neanche alle superiori ci dicevano come vestirci. Vogliamo sapere quali sono le direttive della presidenza in merito". Al Laurentino si trovano le aule nelle quali gli studenti, dal primo al terzo anno, fanno lezione (mentre quando sono impegnati al tirocinio, nei vari ospedali, indossano una regolare divisa fornita dall'università). "La divisa è giustissima - dicono in gruppo - Ci mancherebbe altro che in ospedale ognuno andasse vestito a suo piacimento. Quello che contestiamo è che anche a lezione, in aule senza aria condizionata, ci si debba vestire secondo un codice". La direttrice Mariano spiega: "Penso che non sia giusto che, in un luogo pubblico, come può essere un luogo di lavoro o di studio, si vada vestiti in maniera indecorosa. Io dico sempre che l'abito non fa il monaco, ma che alla fine si viene giudicati anche per come ci si veste. Sono cose che dico anche ai miei figli". Agli studenti, secondo quanto riferiscono loro, ha poi detto: "Non siamo in chiesa, per carità, ma vorrei che vi vestiste rispettando determinate regole". Lei puntualizza: "Non ho mai sospeso nessuno, ma mi sono limitata a riprenderli, anche per i corridoi". Le lezioni, adesso, stanno per essere sospese, in vista della sessione di esami di luglio. "Ma anche là - dice Mariano - le pare possibile che questi ragazzi si presentino davanti ai professori come se fossero al mare? Il mio compito è anche quello di insegnare loro un po' di educazione". Tra gli studenti, però, serpeggia il malumore: "Mi hanno ripreso perché indossavo pantaloncini fino alle ginocchia. Mai mi era capitata una cosa del genere, decisamente umiliante". "Vietare i pantaloncini corti all'università? Io penserei piuttosto a far installare l'aria condizionata nelle aule". Così Carlo Pileri, presidente dell'Adoc, l'associazione dei consumatori. "Dubito che gli studenti e gli stessi professori si riescano a concentrare quando la temperatura raggiunge i 30° - osserva Pileri - L'installazione dell'aria condizionata, peraltro diffusa negli studi di molti professori, non è affatto da considerarsi un lusso, ma piuttosto un utile strumento per non sentirsi male". |
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Diventa un caso con tanto di rivolta su Facebook l'invito della direttrice del corso di laurea in scienze infermieristiche agli studenti di adottare un abbigliamento consono. "Non è possibile vedere ragazze con il seno mezzo di fuori e maschi con le gambe scoperte" 







