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| Sesso, tra i maturandi se ne sa poco, vincono disinformazione e pregiudizi |
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| Attualità |
| Martedì 08 Giugno 2010 11:19 |
L'indagine della Sapienza su oltre 10mila ragazzi iscritti all'ultimo anno delle superiori. C'è chi chiede se l'Aids esiste ancora e chi ritiene l'omosessualità una malattia. Preoccupano i comportamenti in fatto di contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesseFonte: la Repubblica Poco informati, fragili, ansiosi, spesso vittime di pregiudizi. Questa è la condizione degli studenti italiani adolescenti in materia di sesso come emerge dalla ricerca "Giovani uomini e l'amore", realizzata dall'università La Sapienza di Roma nell'ambito della campagna ministeriale "Amico andrologo". Lo studio è stato realizzato su un campione di ragazzi tra i 18 e i 22 anni iscritti all'ultimo anno di licei e istituti tecnici di sei regioni (Lazio, Veneto, Campania, Toscana, Marche, Puglia) per un totale di 10.124 questionari e 3.310 visite mediche, ed ha rilevato, tra l'altro, una diffusa ignoranza in fatto di contraccezione. La ricerca è stata presentata oggi a Roma. Il 43% dei ragazzi interpellati non ha avuto rapporti sessuali; il restante 57% l'ha fatto con in media una partner e la "prima volta" è stata a 16 anni. "In generale, i giovani non sono informati ma pensano di esserlo, hanno pregiudizi forti legati soprattutto alla mancanza di conoscenze e ricevono poche informazioni e in modo passivo", spiega Andrea Lenzi, direttore del Dipartimento di fisiopatologia medica dell'università romana. "La sessualità - aggiunge Lenzi - viene vissuta come un mordi e fuggi e i disordini non vengono sentiti come problemi". E' l'ignoranza diffusa che porta a sottovalutare i rischi, i disturbi, le infezioni e le patologie a carico del proprio apparato genitale. Il risultato dei comportamenti (il 42,3% ha rapporti non protetti) è che il 57% del campione visitato è risultato affetto da patologie o infiammazioni genitali e/o riproduttive, mentre il 41,8 % ha, o ha avuto, disturbi che potrebbero minare il potenziale riproduttivo. Oltre la prevenzione, anche l'altra "sicurezza" è poco considerata: il 61,4% di chi ha una attività amorosa, infatti, non usa alcun metodo contraccettivo, mentre il 23,9% si affida alla pillola anticoncezionale e dunque alla scelta delle ragazze. Tra l'altro, fra i ragazzi, le preoccupazioni maggiori riguardano la contraccezione più che la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale. "I dati non sono certo rassicuranti, ma non stupiscono - spiega Lenzi - se si considera che di sesso non si parla, o meglio non se ne parla con chi ne sa: quasi sette volte su dieci se ne discute con gli amici e nel 45% dei casi qualcosa si scopre dalla tv". In questa situazione, l'ignoranza traspare dalle domande più frequenti fatte dai ragazzi e dalle loro risposte a quesiti specifici; "Qual è la misura normale del pene?", "Esiste ancora l'Aids?", "L'alcol e la droga possono aiutarmi nei rapporti sessuali?". E ancora: "L'omosessualità dipende da traumi subiti durante l'infanzia oppure è una malattia?", "Se metto il preservativo a rapporto già iniziato posso stare tranquillo che la mia ragazza non rimanga incinta?". In tema di prevenzione, alcune "certezze" sono ricorrenti, una su tutte: "Conosco la mia ragazza da tanto tempo, è del mio quartiere perché mi devo proteggere lo stesso? I preservativi sono costosi!" La ricerca tocca anche altri aspetti dell'adoloscenza. Ad esempio, rileva che i ragazzi spendono molta energia fisica e psichica per "curare" l'appartenenza nel gruppo, ma anche per curare il proprio peso corporeo che sta diventano una vera ossessione per molti giovani uomini. Restando agli stili di vita, emerge che il 45,6% ha fumato e che il 34,8% fuma alla soglia dei 18 anni; di questi, il 75,3% lo fa quotidianamente, dichiarando 40 sigarette a settimana in media. La prima sigaretta l'ha accesa a 13 anni il 23,6%, a 14 anni il 45,7% e a 15 il 67,9%. Il 46,5%, inoltre, ha provato almeno una volta sostanze stupefacenti. Tra tutte vince la marijuana (44,6%), il popper il 13,5% (a 16 anni la prima volta), la cocaina (l'8,3%), allucinogeni il 4,9% (dai 17 anni in su), ecstasy il 3,9% (dai 16 anni), LSD e acidi il 3,4% (dai 17 anni), anfetamine il 2,9% (dai 16,9 anni in poi) ed eroina lo 0,9% (a 17 anni la prima volta). |
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L'indagine della Sapienza su oltre 10mila ragazzi iscritti all'ultimo anno delle superiori. C'è chi chiede se l'Aids esiste ancora e chi ritiene l'omosessualità una malattia. Preoccupano i comportamenti in fatto di contraccezione e prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse







