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Proposta del Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari: emendamenti al DDL Gelmini PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 25 Maggio 2010
Proposta del Coordinamento Nazionale Ricercatori Universitari: emendamenti al DDL GelminiAlla luce della settimana di mobilitazione dei ricercatori e del testo approvato dalla Commissione istruzione pubblica e cultura del Senato il CNRU ha redatto una proposta di modifica del DDL Gelmini

Fonte: Corriere dell'Università e del Lavoro

Premesso che il CNRU sostiene con forza la richiesta di maggiori finanziamenti all’Università pubblica affinché possa assolvere i suoi compiti istituzionali, esso ritiene che nello stato attuale di congiuntura finanziaria le eventuali risorse debbano essere impiegate principalmente per risanare i bilanci degliatenei, rilanciare la politica dei servizi agli studenti, risolvere il problema del precariato e dell’inserimento dei giovani.

Proprio per queste ragioni il CNRU è convinto che avanzare richieste di finanziamento per le progressioni di carriera dei Ricercatori non sia prioritario e anzi distrarrebbe le poche risorse eventualmente disponibili (turn over) pregiudicando così la possibilità di dare soluzione a problemi più urgenti.

Questo non significa che il CNRU non consideri prioritaria la soluzione del problema del riconoscimento del ruolo docente svolto dai Ricercatori in questi anni e, di conseguenza, del loro inqudramento alla fascia dei professori associati. Anzi, il CNRU crede sia ormai improcrastinabile un provvedimento per gli attuali Ricercatori universitari, al momento assente nel DDL Gelmini, che risolva il problema dello stato giuridico, atteso da 30 anni.

Tale provvedimento che potrebbe essere inserito con soluzioni emendative nel DDL in questione o essere oggetto di un atto specifico separato, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

- dare una reale opportunità ad almeno 2/3 degli attuali Ricercatori di essere inquadrati nella fascia dei professori associati;

- prevedere procedure diverse da quelle previste per i Ricercatori a TD secondo il principio della diversificazione delle procedure di reclutamento (Ricercatori a TD) da quelle di progressione di carriera (Ricercatori attuali);

- prevedere l’attribuzione di un’abilitazione nazionale basata su requisiti oggettivi che tengano conto del lavoro svolto dai Ricercatori e cioè sull’attività scientifica, didattica e sull’assistenza (per i Ricercatori delle discipline mediche), annullando la discrezionalità delle commissioni che tanti danni ha prodotto in anni di concorsi;

- prevedere l’inquadramento obbligatorio e immediato alla fascia dei professori associati da parte degli atenei di appartenenza per tutti i Ricercatori che hanno ottenuto l’abilitazione;

- essere sganciato dalla questione finanziaria, secondo il principio che il merito non può essere valutato in relazione alle risorse disponibili, ma deve essere un valore in sé: solo in questo modo si avrà la garanzia che il numero di prese di servizio sia uguale a quello dei Ricercatori che hanno ottenuto l’abilitazione;

- evitare di sottrarre risorse per non pregiudicare la possibilità di finanziare la tenure track in modo da dare reali possibilità di inserimento ai giovani e ai precari;

- portare a un allargamento significativo della base della piramide (numero dei professori associati) in modo da rimettere in moto la dinamica delle progressioni, anche nella fascia degli ordinari, ormai da tempo bloccata per mancanza di risorse adeguate.
 

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