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18esimo anniversario della strage di Capaci. Memoria dei giovani contro la mafia PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 24 Maggio 2010 08:16
18esimo anniversario della strage di Capaci. Memoria dei giovani contro la mafiaGli ambasciatori della legalità sono arrivati in 2.500 a Palermo, studenti da tutta Italia per commemorare la vita e l’opera di Gioavanni Falcone. a bordo di due navi dai nomi Giovanni e Paolo, salpate da Napoli e Civitavecchia

Fonte: Corriere dell'Università e del Lavoro

Nel 18esimo anniversario della strage di Capaci, l’incontro reale e ,al tempo stesso simbolico, con i coetani palermatiani ha voluto sottolineare la memoria e il rinnovato impegno per una società volta alla legalità.  Con le loro t-shirt bianche, che sul retro riportavano una delle più celebri frasi di Giovanni Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano. Restano le loro tensioni morali e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini” hanno riempito le strade di Palermo.

Più di 3000 persone alla cerimonia nell’aula bunker del carcere dell’Ucciardone: “Io sono stata in aula bunker – racconta Giulia, 14 anni, sindaco del Consiglio comunale dei Ragazzi di Occimiano (Alessandria) -ed ero molto emozionata. Ho visto delle grandi personalità, tra cui i ministri e Grasso, che fino a oggi mi sembravano irraggiungibili”. “Combattere la mafia è possibile – afferma Fabio, 14 anni, dell’istituto Giuseppe Oddo di Caltavuturu (Palermo), tra una creazione e l’altra – ma dobbiamo stare insieme”. “Non è solo un affare fra qualche famiglia”.  Alessia, 17 anni, di Vibo Valentia, vuole invece lanciare un appello a bambini e ragazzi: “Studiate, informatevi e non credete a tutto quello che sentite alla televisione”.

Nel corteo un manto di  striscioni e i cartelloni realizzati dai ragazz, mentre si avviavano verso la casa del magistrato per lasciare i propri pensieri sull’albero di Falcone, come frutti eterni di una memoria indelebile. Su alcuni si legge “La mafia cresce nel silenzio”, “Fuori la mafia dai partiti, dalle istituzioni e dalla società: dipingiamo la città con i colori della legalità”, “La mafia non è un mestiere”.

Dalla casa del giudice in via Notarbartolo, i ragazzi  si sono riuniti con il secondo corteo, quello di via D’Amelio, dove il 19 luglio del 1992 perse la vita il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Alle 17.58, all’ora esatta della strage di Capaci è stato osservato il Silenzio.

Adolescenti che hanno conosciuto i giudici Falcone e Borsellino sui libri e mediante i progetti svolti in classe. “Per educare i ragazzi alla legalità, ha dichiarato Maria Elena De Petroni, insegnante di Bergamo, bisogna cominciare a parlarne in classe dal primo anno: Bisogna insegnare loro a vivere nelle regole e ad amarle”.

Il ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha firmato un protocollo d’intesa con la provincia di Palermo per consegnare un bene confiscato alla mafia alle istituzioni, che lo trasformeranno in un Campus studentesco all’interno della città di Palermo. Il presidente della provincia regionale di Palermo, Giovanni Avanti, ha spiegato che nel Campus verranno istituiti tre istituti tecnici alberghieri e turistici e una struttura che fungerà da accademia per il turismo.

Durante la giornata di memoria e di speranza è stato presentato il Centro di documentazione online della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone.
 

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