Iscrizione Newsletter
Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.
| Elezioni università, prevale il centrodestra. Ma la lista più votata è l'Udu |
|
|
|
| Attualità |
| Lunedì 17 Maggio 2010 08:23 |
Dati ufficiosi. Il sistema elettorale "premia" le organizzazioni studentesche vicine al Pdl. Ma la prima compagine nazionale è quella democratica. Il neofascista "Blocco Studentesco" senza rappresentanti. 67% di astenutiFonte: la Repubblica di Manuel Massimo I dati ufficiali certificati dal Miur ancora non ci sono, ma il quadro complessivo dei risultati per le elezioni universitarie del Cnsu (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) appare ormai ben delineato e i primi verdetti sono già scritti: la maggioranza resterà nella mani delle liste di centrodestra, con 18 eletti su 30; la compagine più votata su base nazionale è l’Udu - Liste di Sinistra - Liste Democratiche, con oltre 53.000 voti e 10 rappresentanti; il movimento neofascista Blocco Studentesco non è riuscito a “sfondare” e non avrà rappresentanti nel “parlamentino” degli studenti. E soprattutto a vincere è stato il partito dell’a stensione: l’ateneo in cui la partecipazione al voto è stata massima ha avuto comunque una percentuale di astenuti pari al 67%. Il responso delle urne. Il sistema elettorale ha avuto un suo peso nel determinare il risultato finale: la divisione in 4 macro-distretti elettorali con l’assegnazione di 7 eletti per ciascuno (non tenendo conto del numero effettivo di votanti su base nazionale) ha consegnato la vittoria numerica al centrodestra che nel complesso ha raccolto circa 13.000 voti in meno della coalizione delle liste progressiste capeggiata dall’Udu. Nel Nord Est e nel Nord Ovest la ripartizione degli eletti per lista è la medesima: 3 per il Clds (Coordinamento liste per il diritto allo studio, movimento legato a Comunione e Liberazione), 1 per Azione Universitaria-Studenti per la libertà (Pdl) e 3 per Udu - Liste di Sinistra - Liste democratiche. Nel distretto del Centro il Pdl conquista 3 seggi, altri 3 vanno all’Udu e il restante è appannaggio dei ciellini. Al Sud 3 seggi vanno complessivamente al Pdl (2 a Studenti per la Libertà e 1 ad Azione Universitaria, che correvano da soli), 1 al Clds, 1 all’Udu e 2 alla Confederazione (formazione di candidati indipendenti). Per finire, il dottorando e lo specializzando eletti sono espressione del centrodestra. Scarsa affluenza. Negli atenei dove si votava anche per altri organi di rappresentanza studentesca locali (Senato Accademico, Consiglio di Amministrazione, Consiglio degli Studenti) e nei Consigli di Facoltà si è registrata una percentuale di votanti maggiore rispetto alle università interessate solo dalle elezioni nazionali. Alcuni dati, estrapolati “a macchia di leopardo” , parlano da soli: Enna 33%, Firenze 3,5%, Palermo 29%, Roma-Sapienza 6%, Cassino 20%, Cagliari 7%, Bergamo 3,2%, Milano-Statale 7%, Roma Tre 17,8%. In linea con le passate consultazioni si conferma la disaffezione degli studenti per il voto, specie per le consultazioni del Cnsu. Assenze polemiche. La bassa percentuale di votanti è dovuta principalmente a due ragioni: lo scarso “peso politico” del Cnsu e la mancata presentazione di alcune liste - magari radicate sul territorio e negli atenei - che hanno “boicottato” le elezioni, proprio perché non si riconoscono nell’organo consultivo degli studenti. Tra le altre, Link - Coordinamento Universitario ha scelto di non correre per il Cnsu e in questi giorni ha invitato a proseguire le mobilitazioni in tutta Italia contro il ddl Gelmini di riforma dell’università “che completa il processo di privatizzazione in atto da ormai un decennio con l’ingresso dei privati nei cda degli atenei, la delega per riformare il diritto allo studio al risparmio e la precarizzazione totale della ricerca”. Atenei in fermento. Novità sul fronte della protesta dei ricercatori, un primo risultato è già stato raggiunto: il Miur è stato costretto a posticipare di due settimane (dal 15 maggio all’1 giugno) il termine per la presentazione dell’offerta formativa 2010/2011 a causa dell’indisponibilità alla didattica da parte dei ricercatori. Da lunedì 17 fino a sabato 22 maggio partirà nelle università italiane la settimana di mobilitazione contro il ddl Gelmini, ora in discussione al Senato. Martedì 18 previsto blocco della didattica e occupazione dei rettorati, per mercoledì 19 in programma un sit-in sotto a Palazzo Madama. |
Ultime Notizie
- Innovazione e ricerca, l'Europa boccia l'Italia
- Serve la cooperazione, non la competitività
- Se la Fornero facesse l'operaia
- Il moralismo trasversale
- Dal ministero per le Politiche agricole quattro borse di studio per laureati
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- WebTv da record: più di 2 milioni di utenti per i 60 anni di Vasco
- Obesità, Saverio Cinti: «Scovato il "serbatoio" segreto del tessuto adiposo»
- Così appassionati di videogiochi da farci la tesi? Wired vi premia
- Da Fondazione Crui, 22 tirocini all’Ispra in ricerca e tutela ambientale
Più Lette della Settimana
- Bachelor. Appello al Ministro Fornero: far presto per non dissipare generazioni di neolaureati
- Entro il 2012 la risposta sulla 'particella di Dio'
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- "Internet sarà l'equivalente di quello che negli anni '50 era l'automobile"
- Posto fisso, polemica per la “doppia monotonia” della figlia del ministro Fornero
- Schizofrenia e disturbi sociali, studio italiano ne svela la natura
- Volunia, la sfida italiana a Google che rompe le gerarchie del Web
- L'UDU vince il ricorso sui punteggi minimi ai test d'ingresso
- Bere da morire: l'alcol accresce il rischio di sviluppare tumori
- In funzione il cuore che non batte, diventa anche un film





Dati ufficiosi. Il sistema elettorale "premia" le organizzazioni studentesche vicine al Pdl. Ma la prima compagine nazionale è quella democratica. Il neofascista "Blocco Studentesco" senza rappresentanti. 67% di astenuti







