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| Stati Uniti. Lavora già a pieno ritmo il giornalista-sportivo-robot |
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| Attualità |
| Venerdì 14 Maggio 2010 08:44 |
Big Ten Network, una joint venture fra la Conferenza degli atleti dei college americani e la tv Fox Cable, ha recentemente iniziato ad utilizzare il software sviluppato da un’azienda dell’Illinois per raccontare match di baseball e softballFonte: Isdi Gli articoli “suonano bene” assicura il responsabile di Narrative Science e poi, aggiungono a Big Ten, “è decisamente meno costoso che mandare i nostri reporter ad ognuno di questi match” – L’ esperimento ha cominciato dall’ atletica perché solo l’ 1% degli avvenimenti sportivi negli Stati Uniti vengono coperti da cronisti, ma si potrebbe estendere alla cronaca nera, ai sondaggi, agli studi di carattere medico, alle notizie finanziarie: insomma, a qualunque argomento con una gran mole di dati che possa essere elaborata da un cervello elettronico. Io, robot giornalista. Sembra un romanzo di Isaac Asimov, ma è realtà. Da qualche settimana, negli Stati Uniti, gli articoli sportivi possono essere scritti da un computer, automaticamente, senza l’ intervento dell’ uomo. Come racconta Businessweek, l’ idea ha cominciato a trovare applicazioni e mercato. E non a caso la rivista titola “Ma i cronisti sportivi sono davvero necessari?”. Narrative Science, un’azienda nata cinque mesi fa ad Evanston, in Illinois, è in grado di generare contenuti “senza input o editing umano”, spiega Stuart Frankel, 44 anni, responsabile della società ed ex dirigente a DoubleClick. “Gli articoli suonano bene”, assicura. Vediamo tre diversi resoconti, cercando di capire quale è stato scritto dalla macchina:
Il meccanismo di auto-scrittura è stato sviluppato da Narrative Science, un’ azienda specializzata appunto in “contenuti generati dalle macchine”, partendo da un’ idea di professori di informatica e giornalismo della Northwestern University, che avevano intitolato il loro progetto “Stats Monkey” Al momento ci sono tre clienti interessati. Uno è Big Ten Network, una joint venture fra la Conferenza degli atleti dei college americani e la tv Fox Cable, che ha recentemente iniziato ad utilizzare il software per raccontare match di baseball e softball. “E’ decisamente meno costoso che mandare i nostri reporter ad ognuno di questi match”, spiega Michael Calderon, responsabile dei nuovi media a Big Ten. “Anzi, in effetti per noi sarebbe impossibile”, ammette. Dopo ogni partita, i risultati vengono trasmessi automaticamente via computer, e Narrative Science scrive le storie per Big Ten Network. Il risultato può essere mandato in pagina nel giro di pochi minuti. Frankel e il Big Ten Network non vogliono precisare quali sono le tariffe. L’ azienda spiega invece che il meccanismo è in via di perfezionamento e che si sta cercando continuamente di aggiustare il sistema per migliorare lo stile e la resa della scrittura. “Il millesimo articolo su un determinato argomento è meglio del primo”, commenta Frankel. Per il momento gli esercizi di robo-giornalismo* si fermano alla cronaca sportiva, ma presto si potrebbero allargare alla cronaca nera, ai sondaggi, agli studi medici, alle notizie finanziarie: insomma, a qualunque argomento con una gran mole di dati che possa essere elaborata da un cervello elettronico. Kristian Hammond, esperto di computer della Northwestern e partner della Narrative Science, spiega che si è cominciato dall’ atletica perché solo l’ 1% delle manifestazioni sportive negli Stati UNiti vengono coperte da un cronista. L’ anno prossimo il sistema approderà nella Little League. E’ “sicuramente una cosa che potremmo considerare”, osserva Steve Barr, il portavoce. “Può essere una innovazione carina”. |
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Big Ten Network, una joint venture fra la Conferenza degli atleti dei college americani e la tv Fox Cable, ha recentemente iniziato ad utilizzare il software sviluppato da un’azienda dell’Illinois per raccontare match di baseball e softball







