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| Giorgia Meloni: “La meglio gioventù? Ha bisogno di muoversi in Europa” |
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| Attualità |
| Giovedì 13 Maggio 2010 08:24 |
Secondo il ministro, la prima cosa da fare è proprio quella di incentivare in tutti i modi la mobilità dei giovani in Europa, per i loro percorsi di studio e di lavoro. Non farlo, ha detto, sarebbe perdere una grande occasioneFonte: Universita.it di Claudia Bruno “Implementare la mobilità dei giovani in Europa e riconoscere anche percorsi di apprendistato non formale come opportunità di crescita e lavoro”. Sono state queste le parole del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, intervenuta ieri a Bruxelles, all’interno del Consiglio dei ministri della Gioventù dell’Unione Europea e dedicato all’inclusione dei giovani nella vita pubblica e alle politiche per la gioventù dei prossimi dieci anni. In particolare, ha spiegato il ministro Meloni, c’è bisogno di “riconoscere e implementare anche i percorsi di apprendistato non formale come opportunità per acquisire comportamenti, conoscenze e abilità diversificate e personalizzate”. Per esempio le attività di volontariato, ha detto Meloni “che favoriscono anche il senso si solidarietà e cittadinanza attiva dei giovani”. Per fare questo, il ministro ha proposto che si lavori affinché questo tipo di attività “alternative” di formazione e apprendistato vengano riconosciute poi al momento dell’ingresso nel mercato del lavoro. Ma non basta. I giovani lavoratori hanno bisogno anche di vedersi garantita una mobilità effettivamente possibile in Europa nei percorsi di studio e lavoro. Questo, ha spiegato Meloni, “per favorire una dimensione della cittadinanza europea e perché i giovani di oggi sono la prima generazione in massa europea, cioè la prima che può facilmente muoversi, imparare altre lingue, confrontarsi con altre culture, conoscere diversi modelli e utilizzare tutta questa conoscenza come strumento per crescere, come valore aggiunto rispetto alle generazioni che l’hanno preceduta. Sarebbe una grave mancanza non utilizzare questa opportunità”. |
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Secondo il ministro, la prima cosa da fare è proprio quella di incentivare in tutti i modi la mobilità dei giovani in Europa, per i loro percorsi di studio e di lavoro. Non farlo, ha detto, sarebbe perdere una grande occasione







