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| Elezioni universitarie, studenti al voto. Il Cnsu, un trampolino per la politica |
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| Attualità |
| Mercoledì 12 Maggio 2010 08:17 |
La scommessa è battere l'astensione. Per gli eletti scarso potere ma ottimi rapporti con i partitiFonte: la Repubblica di Manuel Massimo La macchina elettorale universitaria per le consultazioni del 12 e 13 maggio è a pieno regime: dalle urne dislocate negli atenei di tutta Italia usciranno i nominativi degli eletti che andranno ad occupare un posto al Cnsu, il Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari, "organo consultivo di rappresentanza degli studenti iscritti ai corsi attivati nelle università italiane". Le prerogative dei consiglieri sono molteplici, ma nessuna ha carattere vincolante per il Miur: formulano pareri e proposte, presentano relazioni e mozioni, rivolgono quesiti al ministro in carica. In definitiva, però, "non hanno voce in capitolo" e non possono incidere sulle politiche universitarie del governo. Numeri e rappresentatività. Il Cnsu è formato da 30 rappresentanti, in carica tre anni, così ripartiti: 28 componenti (7 per ciascuno dei 4 macro-distretti elettorali) sono eletti dagli studenti iscritti a tutti i corsi di laurea, 1 viene eletto dagli iscritti ai corsi di specializzazione e 1 invece dagli iscritti ai corsi di dottorato di ricerca. Un po' pochi se rapportati alla popolazione studentesca: l''Anagrafe Nazionale Studenti del Miur certifica che gli iscritti all'anno accademico in corso sono 1.557.578. Nelle passate consultazioni (2000, 2004 e 2007) l'astensione è stata sempre altissima, con punte del 90%. I votanti non hanno mai sfondato il muro del 20% degli aventi diritto: dunque il Cnsu è sempre stato eletto da una ristretta minoranza di studenti. Per ambire all'elezione basta raccogliere poche centinaia di voti, per "stravincere" qualche migliaio. Le forze in campo. Nel "parlamentino" studentesco - che ha sede presso la sede del Miur di Piazzale Kennedy a Roma - sono rappresentati gran parte degli schieramenti presenti nel Parlamento "vero": centrosinistra, centro, centrodestra. Alcune liste "civiche" studentesche corrono da sole, altre uniscono le forze per farcela. Ma c'è anche chi ha deciso di non partecipare con tanto di "appello per il boicottaggio" su Facebook: sono i Giovani Comunisti che considerano il Cnsu "un'interfaccia di comodo per il Ministero" che spesso "viene utilizzato, da chi si candida a farne parte, come mera sponda verso una futura carriera nella politica istituzionale". Un trampolino per la politica. In effetti per molti eletti negli anni passati il Cnsu ha rappresentato l'anticamera per la politica che "conta" e qualcuno è riuscito a fare il grande salto. Francesco Emilio Borrelli, già assessore all'Agricoltura e alla Protezione Civile della Provincia di Napoli, oggi è il commissario regionale dei Verdi per la Campania; Gianluca Carrabs, ex assessore regionale ai Lavori Pubblici nelle Marche, oggi è il responsabile dei Verdi per le Marche; Giuseppe Forte, di area Pd, dal 2008 è assessore alle Attività Produttive del Comune di Pisa; Pierluigi Biondi, rieletto lo scorso anno, dal 2004 occupa la poltrona di sindaco del Comune di Villa Sant'Angelo in provincia de L'Aquila; Emanuele Roselli attualmente è consigliere comunale di Firenze in quota Pdl; Alberto Probo dal 2009 è assessore alla Cultura del Comune di Chivasso; Simone Silvi è il responsabile della Comunicazione del Pd di Roma; Emanuele Lastaria è diventato presidente del Forum Regionale della Gioventù della Campania. E ancora: Filippo Boscagli, consigliere provinciale del Pdl a Lecco; Daniele Giordano, responsabile delle Politiche Giovanili della Cgil; Lorenzo Malagola, classe 1982, giovanissimo consigliere comunale del Pdl a Milano nella giunta di Letizia Moratti. Già ministro dell'Istruzione. |
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