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| Fattori di rischio: "La rabbia repressa è acerrima nemica del cuore" |
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| Attualità |
| Mercoledì 12 Maggio 2010 |
Chi ha problemi cardiovascolari e trattiene la rabbia corre più rischi di avere un infartoFonte: Corriere della Sera di Antonella Sparvoli Chi soffre di malattie cardiovascolari farebbe bene a non sottovalutare le dinamiche con cui gestisce i propri stati emotivi, in particolar modo la rabbia. Secondo uno studio olandese, pubblicato online sull’American Journal of Cradiology, le persone con problemi di cuore che trattengono la rabbia rischiano, infatti, ben tre volte di più di avere un infarto o di andare incontro a eventi fatali. PERSONALITÀ E CUORE – I ricercatori olandesi, coordinati da Johan Denollet della Tilburg University, hanno preso in considerazione 644 pazienti con problemi cardiaci e li hanno seguiti mediamente per sei anni. In questo arco di tempo il 20 per cento dei soggetti considerati è andato incontro ad un evento cardiaco grave o addirittura fatale. Il 27 per cento del campione era costituito da individui con «personalità di tipo D», ovvero persone che hanno la tendenza a sperimentare emozioni negative e soprattutto a inibirne l’espressione nelle interazioni sociali. In pratica la descrizione del tipo D corrisponde a quello che comunemente appare come un individuo cronicamente stressato, sempre pervaso da preoccupazione e insicurezza, che alberga sentimenti di tensione, ansia, rabbia e tristezza. Andando ad analizzare la relazione tra come i pazienti gestivano la rabbia e gli incidenti cardiovascolari, gli esperti olandesi hanno chiaramente notato che i pazienti che avevano la tendenza a reprimere la rabbia erano quelli più a rischio di eventi cardiaci gravi, se non addirittura fatali. Non solo, hanno evidenziato che ben il 20 per cento dei pazienti con una personalità di tipo D presentava una notevole tendenza a reprimere la rabbia contro il 4 per cento dei pazienti che non aveva una personalità di tipo D. GESTIONE DELLE EMOZIONI – Studi precedenti hanno chiaramente evidenziato che gli scatti eccessivi di ira possono far male al cuore perché sono in grado di indurre una sorta di «strangolamento» dei vasi che lo ossigenano e quindi favorire un infarto. L’attuale ricerca mette, invece, in risalto gli effetti deleteri che derivano dal modo opposto di gestire le proprie emozione, cioè di reprimerle. «La rabbia è una delle emozioni che ci dice che quello che sta accadendo non è in sintonia con le nostre aspettative – fa notare Johan Denollet -. Non va repressa, ma neanche palesata platealmente. La soluzione è nel mezzo: bisogna imparare a gestirla in modo costruttivo». Sia esplodere sia «implodere», dunque, fa male al cuore. Ovviamente non è semplice imparare a gestire meglio i propri stati emotivi e proprio per questo motivo può valere la pena di farsi aiutare da un terapeuta. |
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