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Si calma il vulcano Eyjafjollajokull. Un caccia della Nato investito dalla nube PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 21 Aprile 2010 08:20
vulcanoUn gruppo di aerei dell'alleanza investito dai detriti, vetro nel motore di uno di essi, danni non quantificati

Fonte: Corriere della Sera

L'eruzione e la colonna di ceneri sprigionatesi dal vulcano islandese Eyjafjollajokull sono nettamente diminuite rispetto a mercoledì scorso quando il «risveglio» aveva iniziato a provocare effetti evidenti e devastanti. Lo ha detto una esperta di geofisica islandese. «Possiamo parlare di una netta diminuzione» ha detto Bryndis Brandsdottir, sismologa al dipartimento di geofisica dell’Università di Islanda. «Il volume di ceneri lanciate in aria si è molto ridotto e la colonna di fumo non supera i 3000 metri» quindi la metà della sua altezza massima registrata nei giorni scorsi.

LAVA - E la conferma arriva dalle osservazioni ravvicinate degli esperti. «Abbiamo potuto constatare un cambiamento, il vulcano che prima emetteva ceneri ora è passato alla lava: è il primo giorno che vediamo della lava, non sta colando ma trabocca» dal cratere, ha spiegato Reynir Petursson, pilota di elicottero intervistato dall'Agence France Presse. Petursson ha inoltre sottolineato come la nube al di sopra del vulcano sia ora composta essenzialmente da vapore acqueo e non più da ceneri: «Quel che vediamo è vapore, acqua pura».

NUOVO VULCANO - L'Istituto Metereologico islandese ha inoltre smentito la notizia riferita dalla tv di Stato secondo la quale un secondo vulcano, l' Hekla, ha iniziato ad eruttare. Secondo l'Istituto si è trattato di «un falso allarme». La rete pubblica aveva inquadrato la nube di fumo dell' Eyjafjallajokul confondendo la sagoma del vulcano con quella del secondo.

IL CACCIA DANNEGGIATO - Intanto, come già spiegato più volte dagli esperti che hanno addotto questo a motivazione per lo stop ai voli, la cenere proveniente dal vulcano islandese può trasformarsi in cristalli di vetro ad alte temperature, passando attraverso il motore di un jet. E' quanto è accaduto ad un gruppo di F-16 dell'Alleanza Atlantica: mentre erano in volo sono stati investiti dalla nube. Nel motore di uno degli aerei sono stati ritrovati solo in uno dei caccia. «Si tratta di un problema molto, molto serio che in un futuro non troppo distante potrebbe avere conseguenze sull'attività militare», ha spiegato un responsabile delle forze militari americane , parlando con un gruppo di reporter a Bruxelles. «Penso -ha aggiunto- che ci sia una ragione dietro la chiusura dello spazio aereo». La fonte non ha voluto dare maggiori dettagli sul tipo di danni subiti salvo aggiungere che alcuni residui vetrosi provenienti dalla nube sono stati rinvenuti nelle turbine degli aerei. La settimana scorsa due F18 dell’aviazione finlandese avevano subito danni analoghi. Entrambi erano riusciti ad atterrare senza particolari problemi ma i loro motori hanno dovuto essere sottoposti a costose riparazioni.
 

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