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| L'Aquila, notte di fiaccole e ricordi. La città onora i morti del terremoto |
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| Attualità |
| Martedì 06 Aprile 2010 08:02 |
A un anno dalla tragedia le cerimonie della memoria. Alle 3 e 32' letti i nomi delle 308 vittime. Altrettanti rintocchi di campana. I cortei, il consiglio comunale e qualche fischio per il premierFonte: la Repubblica di Piera Matteucci La campana della chiesa delle Anime Sante suona 308 volte. Trecentootto nomi letti ad alta voce in un silenzio assordante. Alle 3.32 del 6 aprile 2010 L'Aquila ricorda le vittime del terremoto che l'anno scorso ha distrutto la città. Come l'anno scorso fa freddo, forse anche di più di quella notte che nessuno può e vuole dimenticare. In piazza Duomo migliaia di persone, vecchi, giovani, bambini, come un anno fa, tutti insieme, ancora una volta. Lacrime e abbracci in quei lunghissimi minuti durante i quali si odono solo i tristi rintocchi della campana a lutto. Il pensiero è per i ragazzi della casa dello studente, rimasti schiacciati sotto le macerie di un palazzo troppo recente per sembrare insicuro; è per i morti di Onna; è per le intere famiglie distrutte da 28 secondi di terrore. L'anno scorso, in piazza Duomo, poche ore dopo il terremoto, si respirava paura. Oggi, il sentimento più forte è il dolore. Ma c'è spazio anche per la speranza e, nonostante la tristezza che si legge sui volti dei cittadini, qui e lì capita di vedere il sorriso di persone che, magari vicini di casa fino al sisma, si ritrovano dopo 12 mesi di lontananza. La luce delle fiaccole, partite da quattro zone della città - Torrione, Sant'Elia, Roio e Pettino - e riunitesi alla Fontana Luminosa, ha illuminato le vie del centro buie da troppo tempo. Un'onda silenziosissima e ordinata ha percorso via Castello, via Zara, ha attraversato porta Leone, è scesa per via Atri, poi per via Caldora e via Strinella, per passare davanti al piazzale di Collemaggio, superare la Villa Comunale e, dopo aver percorso il Corso Federico II, arrivare nella piazza del Duomo. Nessun grido, nessuna polemica, al contrario di quanto era accaduto solo poche ore prima, durante il Consiglio Comunale straordinario indetto in onore delle vittime quando una parte del pubblico ha fischiato il messaggio di Silvio Berlusconi. La folla ha atteso la lettura dei nomi, ha pianto, ha pregato. Poi, sempre in silenzio, si è diretta a Collemaggio, per assistere alla messa celebrata dal vescovo dell'Aquila, monsignor Giuseppe Molinari, e dal vescovo ausiliario, monsignor Giovanni D'Ercole. Nella basilica pienissima, oltre al sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, al presidente della Regione, Gianni Chiodi, anche il capo della protezione civile, Guido Bertolaso, l'onorevole Rosy Bindi e il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Note e commozione. A dare il via alle celebrazioni ufficiali, alle 20:30, sotto il tendone allestito nel mezzo della piazza principale, la Corale Gran Sasso, uno dei gruppi corali più legati alla tradizione aquilana. Occhi lucidi e parole sussurrate sulle note di 'Te voglio revedé', conosciuta anche come 'L'Aquila bella mé'. Non un concerto, come ha tenuto a precisare il portavoce della corale, ma un omaggio ai morti a causa del terremoto e alla città dell'Aquila. Un omaggio proseguito con la canzone 'Ju Abruzzù e concluso con 'Novantanove'. Il Consiglio Comunale. Sotto il tendone gremito di gente, forse troppa rispetto alla capienza, si è svolta una seduta straordinaria del Consiglio Comunale, alla presenza dei sindaci dei paesi del cratere e di molte personalità della politica italiana. In prima fila, il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, la neopresidente della Regione Lazio, Renata Polverini e l'onorevole Rosy Bindi. Attimi di tensione e qualche protesta, presto smorzata dalla maggioranza dei presenti, alla lettura dei messaggi del presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi e a quello di Schifani, mentre applausi e grida di elogio hanno accompagnato la parte del messaggio del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nella quale si ringraziavano i vigili del fuoco, la protezione civile e i tanti volontari accorsi in aiuto degli aquilani subito dopo il sisma. |
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