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| Obama: "Un altro mattone per costruire il sogno americano" |
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| Attualità |
| Martedì 23 Marzo 2010 09:23 |
Nell'aula della Camera i deputati democratici intonano "Yes, We Can". Repubblicani sul piede di guerraFonte: La Stampa di Maurizio Molinari "Abbiamo messo un altro mattone nella costruzione del sogno americano". Barack Obama parla dalla East Room poco dopo l'approvazione della riforma della Sanità con la quale, dice il deputato del South Carolina Jim Clyburn, "scriviamo la Storia con la legge sui Diritti Civili del XXI secolo". Raggiante Nancy Pelosi, la presidente della Camera artefice del voto, che sorride affermando "lo avevamo promesso, i voti c'erano". Obama punta a unire la nazione dietro il risultato: "Siamo ancora capaci di fare grandi cose, è una vittoria di tutto il popolo americano, ecco cosa si intende per cambiamento". Si è conclusa così, quando in Italia erano le prime ore del mattino, la maratona legislativa che ha visto la Camera dei Rappresentanti approvare il testo della riforma - già varato dal Senato - con 219 voti contro 212 e approvare anche una legge di "riconciliazione" - con modifiche e aggiunte - con 220 voti contro 211 che ora passa alla discussione del Senato, dove basterà la maggioranza semplice. Obama ha assistito alle ultime votazioni dalla Roosevelt Room della Casa Bianca, in omaggio al presidente che negli anni Trenta firmò la nascita della "Social Security", la previdenza sociale. Era assieme agli stretti consiglieri David Axelrod, Rahm Emanuel, Robert Gibbs e Jim Messina. Poi, dopo il discorso dalla East Room, li ha lasciati a pianificare l'agenda della giornata di oggi nella quale si attende la firma di promulgazione della riforma e subito dopo anche la sigla dell'ordine esecutivo sulla proibizione dell'elargizione di fondi pubblici all'interruzione della gravidanza. Proprio il linguaggio di questo ordine esecutivo ha consentito di raggiungere l'accordo in base al quale una dozzina di deputati democratici antiabortisti guidati da Bart Stupak, del Michigan, hanno fatto convergere i voti su quelli che già aveva la Pelosi consentendo di raggiungere il quorum per approvare la riforma. A votare contro invece sono stati tutti i 178 repubblicani affiancati da 34 democratici dissidenti, timorosi dei sondaggi che danno il sostegno alla riforma di Obama al 38 per cento. Al momento del raggiungimento del quorum di 216 nell'aula della Camera i democratici hanno ritmato il grido "Yes, We Can", che accompagnò la campagna presidenziale di Obama, mentre alcuni repubblicani lanciavano l'insulto di "Baby Killer" alla volta di Stupak. Scettici i commenti della Conferenza episcopale Usa sul testo dell'ordine esecutivo di Obama. I leader repubblicani puntano a mobilitare gli elettori contro la riforma per vincere le elezioni di novembre sul rinnovo del Congresso e Jim Kessler, capo della Fondazione "Terza Via", avverte: "E' il trionfo di Obama, per i democratici un po' meno". |
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