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Giornata mondiale dell'acqua, Onu: muore un bimbo ogni 20 secondi PDF Stampa E-mail
Attualità
Martedì 23 Marzo 2010
giornata acqua 2010Napolitano: repressione più severa contro reati ambientali

Fonte: Il Messaggero

Un bambino ogni 20 secondi muore per malattie collegate alla qualità dell'acqua. Ci sono molte più persone che muoiono per l'acqua contaminata che per qualsiasi forma di violenza, guerre incluse. Solo qualche dato diffuso dall'Onu per celebrare oggi la Giornata mondiale dell'acqua. «Acqua pulita per un mondo sano» è lo slogan scelto per l'edizione di quest'anno. Inatnto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano chiede una «più severa azione di repressione dell'abusivismo e dei reati ambientali» contro i gravi danni sempre più spesso provocati da frane e dissesto idrogeologico.

Sono circa 900 milioni le persone che oggi non hanno accesso ad acqua potabilmente sicura e si stima che 2,6 miliardi di persone non abbiano la possibilità di assicurarsi un'igiene basilare. Questo accade soprattutto ell'Africa subsahariana e nell'Asia meridionale.

Secondo l'Oms e l'Unicef, sono ancora 884 milioni le persone che non posso contare su un accesso ad un'acqua protetta da eventuali contaminazioni, mentre un 39%, cioè 2,6 miliardi, è priva di idonei servizi igienico sanitari. È arrivata a quota 87% invece la popolazione mondiale che può contare sull'acqua potabile (5,9 miliardi di persone). Almeno 3,8 miliardi di persone possono bere grazie ad una rete idrica che arriva dentro casa, mentre ancora quattro persone su dieci nell'Africa Sub-sahariana e la metà della popolazione dell'Oceania non dispongono di fonti adeguate.

2015, obiettivo acqua per tutti. Secondo Oms e Unicef la prospettiva è che il mondo possa riuscire a centrare l'Obiettivo di sviluppo del millennio fissato dall'Onu, di dimezzare il numero di quanti non dispongono di acqua potabile per il 2015, mentre non si può dire lo stesso per quanto riguarda gabinetti e fognature. Se si raggiungesse l'obiettivo ci sarebbe un beneficio economico di 84,4 miliardi l'anno.

Gli sprechi dei Paesi "sviluppati". Ciascun essere umano necessita da 20 a 40 litri d'acqua pulita al giorno, che cresce fino a 50 litri se si considera il bisogno per lavarsi e cucinare. Un europeo può consumare in media 200 litri di acqua al giorno, che diventano 400 litri per un nordamericano, contro i 10 litri di una persone povera nei Paesi in via di sviluppo. Negli Usa si butta il 30% del cibo, l'equivalente di 40mila miliardi di litri, l'acqua necessaria ai bisogni di 500 milioni di persone.

Ad essere sempre più minacciata dall'inquinamento è la qualità dell'acqua: negli ultimi 50 anni l'uomo è diventato responsabile di una contaminazione dell'oro blu senza precedenti nella storia. Ogni giorno, nel mondo vengono riversati nelle acque del globo due milioni di tonnellate di liquami e altri scarichi. Il punto è che costa molto meno proteggere le risorse idriche che ripulirle dopo averle inquinate. E con l'aumento della popolazione, continua la pressione sulle aree urbane. Per il 2050, le previsioni parlano di 6,4 miliardi di persone che vivranno in città, contro i 3,4 miliardi del 2010. Questa rapida crescita costituirà un'ulteriore sfida per il sistema di gestione dei rifiuti e del patrimonio di oro blu mondiale.

Sono almeno 1,8 milioni i bambini sotto i cinque anni che muoiono ogni anno per malattie collegate alla qualità dell'acqua secondo il rapporto dell'Unep, il programma Onu sull'ambiente. «Oltre metà dei letti d'ospedale nel mondo sono occupati da persone che hanno malattie derivanti da acque inquinate». Inoltre, «si stima che intorno al 90% di casi di diarrea, che uccide ogni anno 2,2 milioni di persone, sono causati dal bere acqua poco sicura e da scarsa igiene».
 

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