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| Studio effettuato su 400 soggetti. Il Dna mappato per la dieta antivecchiaia |
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| Attualità |
| Venerdì 12 Marzo 2010 10:10 |
Pronto un test a basso costoFonte: Corriere della Sera di Mario Pappagallo Geni e ambiente. Tutto è scritto, ma tutto è anche influenzabile. La bellezza, l'adattamento allo stress, la tendenza alla depressione, alla pigrizia o all'iperattivismo. Gli architetti di ciò che è, e di ciò che sarà, sono i geni e ciò che loro «ordinano» alle cellule. E dalle cellule ai tessuti. Agli organi. All'intero organismo. Dal momento del concepimento in poi, viene perfino indirizzata la longevità. Studiando gli architetti, la scienza può progettare la prevenzione. Modellare al meglio, anche con la dieta, la buona salute e le predisposizioni di futuri bambini, adolescenti, adulti, anziani. E per progettare la prevenzione occorre «visitare» i geni. Quella piccola percentuale di frammenti di dna che può subire «mutazioni» sotto l'azione dell'ambiente, dei cattivi stili di vita, di un'alimentazione non corretta. Ognuno ha una sua mappa, ognuno ha una sua sensibilità alla mutazione. Un test genetico può aiutare a «visitare» i geni «sensibili». Una cinquantina in tutto. Il campione di cellule necessario al test viene prelevato strofinando un tampone di nylon sulle pareti interne della guancia. Il campione viene spedito, in un apposito tubo contenitore, al laboratorio per l'esecuzione dell'analisi negli Stati Uniti. La risposta arriva dopo tre settimane. Il tutto costa 700 euro, compresa la visita iniziale (anamnesi) e i successivi consulti. Esclusi solo gli eventuali integratori correttivi. Già a Villa Paradiso (lago di Garda), in collaborazione con un'altra biotech di Boston, è possibile testare i geni da circa un anno. Stessa filosofia, ma costi più alti. Il nuovo test del dna (Nutri Gene Code di Ngc Medical), messo a punto anche dallo studio del genoma di 400 milanesi, è stato presentato ieri dal nutrizionista Nicola Sorrentino (università di Pavia), dal cardiologo Riccardo Raddino (università di Brescia) e dal dermatologo Bruno Mandalari (Milano). Oltre a Rama Modali (Bioreserve Biotechnologies, Usa) e Paolo Cremascoli (Ngc Medical, Como). Nasce la carta di identità biologica, che si affianca a quella anagrafica. Cinquantenni con cellule di quarantenni o quarantenni con cellule più anziane, e quindi più a rischio, potrebbero essere così «curati» per non ammalarsi. O per invecchiare bene. «Questo nuovo test — spiegano Sorrentino e Mandalari — è in grado di rilevare una cinquantina di mutazioni genetiche che si riferiscono a 8 diversi processi biologici: dal metabolismo degli zuccheri a quello dei grassi, dalla risposta infiammatoria all'attività antiossidante. In base ai risultati, il medico saprà se tutto è a posto o se emergono possibili futuri problemi nel metabolismo degli zuccheri, piuttosto che nella riparazione cellulare o nell'attività antiossidante. Con la possibilità, dopo, di prescrivere la dieta e gli integratori più adatti a contrastare queste tendenze». Un'ultima nota: esistono geni dell'invecchiamento e della longevità. Ora si possono «addormentare» gli uni e «attivare» gli altri. Un «gioco» di lunga vita. |
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