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| Università di Bari. "Parentopoli? Ma mio figlio non può essere discriminato" |
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| Attualità |
| Venerdì 12 Marzo 2010 09:57 |
Difesa del revisore. Il rettore: "Tutto regolare"Fonte: la Repubblica di Giuliano Foschini Nessuna «irregolarità». «Le procedure adottate per l´assunzione all´università di mio figlio sono assolutamente legittime, tra l´altro avallate dal consiglio di amministrazione dell´Università. Non certo da me. Penso che sulla vicenda non ci sia da dire una parola di più». Rocco Marone risponde così agli studenti universitari di Link che ieri avevano chiesto le sue dimissioni. Il revisore dei conti dell´Ateneo è finito nella bufera dopo che suo figlio è stato assunto dall´università cinque giorni prima che venisse certificato il maxi buco di bilancio (50 milioni di euro). E fossero bloccate tutte le assunzioni. «Quella decisione - dice Marone - non l´ho presa certo io. Mi pare che sia stato tutto strumentalizzato da parte di qualche studente che fa battaglie indifendibili: a Bari ci sono studenti che pagano 200-250 euro di tasse. L´equivalente del fitto di un box per un motorino». Marone non prende in considerazione l´ipotesi di dimettersi dal suo incarico, come chiesto dagli studenti. «Non devo dare spiegazioni su nulla né a loro né ai giornali». Da Roma (dove è impegnato nella conferenza della Crui) il Rettore, Corrado Petrocelli, difende però la sua linea adottata sul personale. «Poco prima che fossi eletto - dice - ci fu un´ultima infornata di assunti che superava di gran lunga nel numero le persone andate in pensione. Noi abbiamo perso senza sostituzione 110 unità in questi quattro anni. Abbiamo fatto una programmazione d´accordo con i dipartimenti, privilegiando le assunzioni lì e nelle biblioteche. Nel 2009, sulla base di delibere prestabilite, ci siamo accorti che sarebbero andate via dalle 50 alle 100 persone. Non potevamo rimanere fermi. Abbiamo proceduto così a queste assunzioni, con nuovi concorsi o utilizzando vecchie graduatorie». In una di queste c´era il figlio del revisore. «Ma non penso che mi si può accusare di niente in un settore come quello della gestione del personale. Se si vede il fenomeno dall´inizio, partendo dagli anni pregressi, ci si accorge come le cose siano radicalmente mutate». Il Rettore ricorda le battaglie sul codice etico - che si applica anche ai dipendenti - e non solo: «È evidente che molte cose devono essere ancora fatte, e altre ne sono state fatte. E forse alcune di queste danno fastidio. Oggi a Roma - continua il Rettore - abbiamo proprio ricordato quanto è stato fatto sui test d´ammissione: ho avuto delle minacce, io e la mia famiglia. Ma non faremo un passo indietro». Petrocelli parla anche della battaglia degli studenti sul possibile aumento delle tasse. «Noi abbiamo - dice Petrocelli - una delle tassazioni tra le più basse d´Italia. Nel 2004 fu fatto un piano e poi bloccato. Da quel momento, niente è stato più ritoccato. Non esiste un Ateneo in cui non siano state aumentate le tasse negli ultimi sei anni. Appena eletto, dissi che avremmo chiesto uno sforzo agli studenti solo e soltanto se i servizi fossero stati implementati. Così è stato. Certo, non chiederemo sforzi soltanto a loro ma a tutta la comunità accademica. Non posso però accettare né veti né ricatti da nessuno». |
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