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| Facebook, il giallo degli inizi: "Mark Zuckerberg ha rubato l'idea" |
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| Attualità |
| Mercoledì 10 Marzo 2010 10:08 |
Una storia misteriosa alle origini del social network più utilizzato del mondo. Sullo sfondo, presunti furti di idee e violazioni di mail. Coperte con 65 milioni di dollariFonte: la Repubblica di Tiziano Toniutti Che idea, Facebook. Il social network basato sugli elenchi universitari creato dal giovanissimo Mark Zuckerberg ha raccolto in pochi anni di esistenza milioni di utenti (e di dollari). Attraverso un sito lineare, pulito e facile da utlizzare, in cui Zuckerberg si è limitato a raffinare l'idea delle catene umane e degli indirizzari universitari (i 'face book, appunto) per mettere in contatto persone che si conoscono, perse di vista o anche perfetti sconosciuti. Un'idea così immediata che sembra strano non fosse venuta a qualcun altro prima. E forse è proprio così. Il blog Business Insider ha pubblicato in questi giorni di presunti comportamenti non propriamente puliti di Zuckerberg risalenti al 2004, poco prima dell'esplosione di Facebook. Secondo le accuse, il giovane informatico avrebbe creato il social network utilizzand idee e codice da un progetto universitario molto simile, HarvardConnection, poi diventato ConnectU. Non solo: Zuckerberg avrebbe anche violato gli indirizzi mail di alcuni giornalisti che stavano indagando sulle sue attività già sospette al tempo. Secondo l'indagine infatti, Zuckerberg avrebbe approcciato il team di lavoro di ConnectU ottenendo l'accesso al loro codice con l'intento dichiarato di collaborare con loro. Mentre di fatto, secondo le accuse, stava mettendo in piedi la struttura di quello che poi sarebbe diventato il fenomeno Facebook. Zuckerberg avrebbe quindi saputo che alcuni giornalisti della gazzetta universitaria si stavano interessando alle sue presunte manovre, e a quel punto avrebbe tentato di violare, riuscendoci in un paio di casi, le loro caselle di posta elettronica. Per ottenere accesso a informazioni e dati sensibili da usare, eventualmente, per screditarli in pubblico. Facebook al momento respinge le accuse, definendole 'vecchie' e non provenienti da fonti attendibili oltre che anonime. E però resta un dato nero su bianco: la somma di 65 milioni di dollari transitati dai conti di Facebook a quelli di ConnectU. Versati da Zuckerberg forse per coprire col denaro i fatti accaduti tra quei server universitari, forse per acquistare regolarmente del codice poi utilizzato. Questo probabilmente non lo sapremo mai, ma quello che rimane ha tutte le caratteristiche di una storiaccia molto poco 'social'. |
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Una storia misteriosa alle origini del social network più utilizzato del mondo. Sullo sfondo, presunti furti di idee e violazioni di mail. Coperte con 65 milioni di dollari







