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Salute: Mozart in culla, l'esperienza musicale nasce con l'uomo PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 25 Febbraio 2010 10:44
neonati mozartCiuccio, biberon e Mozart. Neanche il tempo di emettere il primo vagito, che i neonati hanno già "orecchio" per la musica

Fonte: ASCA

È quanto scoperto dai ricercatori dell’Università Vita-Salute San Raffaele della Divisione di Neuroscienze dell’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano. Il cervello dei neonati sarebbe già predisposto a elaborare melodia e struttura musicale. Una dote innata che gli scienziati italiani guidati da Daniela Perani hanno individuato grazie all'utilizzo della risonanza magnetica funzionale (FMRI), con la quale hanno esaminato l’attività del cervello in neonati di 24-48 ore di vita. Ai bimbi in fasce sono stati fatti ascoltare, attraverso piccole cuffie, brani di Mozart, Schuman, Schubert, Chopin, scoprendo che ad "accendersi" erano le aree dell'emisfero sinistro, legate all'esperienza artistica. "Il cervello è evoluto in modo tale da possedere sin dalla nascita quelle strutture necessarie all’elaborazione di funzioni complesse come la musica - spiega Perani, docente di psicologia fisiologica presso l’Università Vita-Salute San Raffaele -. Senza questa evoluzione non avremmo percepito, compreso e nemmeno prodotto quei capolavori della musica che rappresentano uno dei massimi livelli delle possibilità del cervello umano".

La domanda che si fanno i neuroscienziati è se la comprensione della musica a livello cerebrale sia il risultato di una lunga esposizione alla musica o se invece esiste nell’essere umano una predisposizione neurobiologica che si è evoluta con l’uomo e che ha permesso la produzione e la comprensione della musica.I risultati provano che già nelle prime ora di vita si attivano nell’emisfero destro gli stessi sistemi neurali presenti e attivati negli adulti esposti da tempo alla musica.La riprova è che sottoponendo i bambini all’ascolto degli stessi estratti di musica resi dissonanti o alterati nella struttura, non si attiva più l’emisfero destro (quello artistico) bensì entrano in gioco strutture dell’emisfero sinistro (deputato al ragionamento e alla comprensione del linguaggio).
 

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