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Usa, ammissione università: niente curriculum, meglio un video su Youtube PDF Stampa E-mail
Attualità
Mercoledì 24 Febbraio 2010 09:30
video saggioLa Tufts University di Medford per la prima volta accetterà domande accompagnate da brevi video-saggi

Fonte: Il Messaggero
di Anna Guaita

Chi compie 18 anni quest’anno è nato nel 1992, cioè è nato e cresciuto dopo l’esplosione dell’età digitale. Per i giovani che lasciano il liceo quest’estate, non esiste neanche la memoria di un’epoca in cui non c’erano computer, e-mail, social networks. Ed è stato con questo pensiero che gli amministratori della Tufts University di Medford, vicino a Boston, hanno deciso che per la prima volta accetteranno domande di ammissione accompagnate da brevi video-saggi stile YouTube.

Questa è la stagione delle domande di ammissione all’università. Milioni di studenti che si diplomeranno a giugno dalle scuole superiori sono impegnati in un laborioso e snervante procedimento che precipita le famiglie nell’ansia. E il motivo di tanta trepidazione è facile da capire: negli Stati Uniti essere ammessi a una buona università è uno degli elementi più importanti per avere successo nella vita. E le università più importanti ed esclusive sono durissime, e in genere accettano solo fra il 15 e il 30 per cento dei ragazzi che fanno domanda.

Lo studente che voglia andare all’università comincia a preparare presto il suo curriculum: se infatti i voti riportati negli anni di liceo e i risultati del test nazionali che si fanno nel corso dell’ultimo anno sono i primi due elementi che i funzionari addetti alle ammissioni guardano, il resto del curriculum può essere l’elemento discriminante a parità di voti: le attività collaterali (sport, arte, volontariato) pesano moltissimo, così come è giudicato importantissimo il saggio scritto che il ragazzo deve presentare e nel quale deve riuscire a raccontare se stesso, e spiegare perché desidera e merita di studiare in quella speciale università, il tutto in modo brillante ed evitando di sembrare presuntuoso.

Per venire incontro a una generazione che vive di Facebook, YouTube e Twitter, la Tufts ha dunque deciso di offrire alle aspiranti matricole la possibilità di esprimersi anche con un video. L’università, una delle più prestigiose d’America, ha ricevuto un totale di 15,436 richieste di ammissione per i 1275 posti riservati alle matricole, e il 6 per cento è stato accompagnato da video. E i video sono visibili su YouTube. E’ successo così che alcuni dei saggi filmati sono diventati popolarissimi, e si sono creati un seguito di accaniti sostenitori (eccone uno e un altro , e un altro ancora).

Gli amministratori dell’università assicurano comunque che nella decisione finale la popolarità o meno di un video non avrà peso: «I video sono serviti solo per dare ai ragazzi la possibilità di esprimersi in modo più ricco» spiega Lee Coffin, direttore dell’ufficio ammissioni. Effettivamente, le domande di ammissione sono tradizionalmente “aride”, e il saggio filmato ha il potere di assicurare personalità e calore a una pila di documenti.

A parte il fatto che in internet è subito arrivata anche un'ondata di parodie di questi filmati, altre università hanno espresso il timore che la pratica possa favorire i ragazzi più ricchi. Ma alla Tufts hanno invece spiegato che almeno il 60 per cento delle domande accompagnate da video sono venute da ragazzi di famiglie né ricche né benestanti, che anzi hanno dovuto chiedere assistenza finanziaria: «Oggi - aggiunge Coffin - la multimedialità è a portata di tutti. E tutti hanno una macchina fotografica o un telefonino che può girare un breve video».
 

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