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New York Times. Ecco da dove sono partiti gli attacchi cinesi a Google PDF Stampa E-mail
Attualità
Lunedì 22 Febbraio 2010 09:45
google chinaIniziano a emergere alcuni particolari sugli attacchi informatici che hanno spinto un mese e mezzo fa Google a impuntarsi contro la censura cinese

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Luca Salvioli

Il motore di ricerca aveva parlato di intrusioni «molto sofisticate» da parte di spie cinesi per rintracciare attivisti per la difesa dei diritti umani con la violazione delle caselle postali di Gmail. Sorte simile per altre dozzine di aziende tecnologiche americane.

Dalle prime indagini, stando a un'inchiesta del New York Times, emergerebbe il coinvolgimento di una università e una scuola professionale cinese, la Shangai Jiaotong e la Lanxiang. Quest'ultima avrebbe dei legami con ambienti militari. Sono stati rintracciati attacchi risalenti allo scorso aprile, molto prima della segnalazione di Google. L'obiettivo era catturare segreti commerciali, codici informatici e indirizzi email degli attivisti per la difesa dei diritti umani.

Inizialmente gli investigatori - tra i quali ci sono membri della National security agency - erano concentrati su alcuni server di Taiwan. Ora ci sarebbero prove del coinvolgimento di una classe di scienze della Shangai Jiaotong university nella quale insegnava un professore ucraino e della Lanxiang vocational school, nata con il sostegno militare e ancora in collaborazione con l'esercito. La rete di computer dell'istituto è gestita da Baidu, leader indiscusso nel mercato dei motori di ricerca cinese e dunque concorrente del colosso americano.
Le rivelazioni del quotidiano americano, che cita fonti vicine alle indagini, complicano ulteriormente la situazione. Ci sono di mezzo interessi commerciali, rapporti internazionali, democrazia e libertà di espressione. Ben oltre Google. Pochi giorni dopo la presa di posizione di Mountain View il segretario di stato americano, Hillary Clinton, aveva definito la libertà della rete una priorità di politica estera per gli Stati Uniti. Mentre Obama incassa le critiche cinesi per l'incontro con il Dalai Lama, è ancora fresca la dura presa di posizione di Pechino per la maxi-commessa di armamenti americani destinata a Taiwan.

Secondo alcuni analisti le due istituzioni potrebbero essere state usate per camuffare le intromissioni del governo cinese, altri credono che sia impossibile dimostrare l'origine degli attacchi (gli indirizzi IP potrebbero essere stati oggetto di un'azione di hijacking). Alcuni professori dell'università dicono invece che si potrebbe trattare del "semplice" hacking degli studenti più smaliziati. Ma qui di semplice sembra esserci ben poco. Google non ha rilasciato commenti, dicendo che sta seguendo le indagini.
 

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