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Storie di podcast, così il web premia i dibattiti tra professori PDF Stampa E-mail
Attualità
Giovedì 18 Febbraio 2010
podcastI podcast delle varie puntate sono al numero 5 della classifica di iTunes e "In Our Time" è la prima trasmissione non americana più scaricata dagli utenti

Fonte: Il Sole 24 Ore
di Chiara Beghelli

Sembra di ascoltare una garbata conversazione fra gentlemen che sorseggiano tazze di Earl Grey in una stanza con trofei di cervi alle pareti, più che un programma radiofonico trasmesso alle 9 del mattino, fascia oraria in cui di solito sull'etere si inseguono news dirompenti e canzoni energizzanti. Nei 45 minuti quotidiani di "In Our Time", trasmessi dalla BBC Radio 4, professori delle università britnanniche discutono fra loro di temi come il legame fra archeologia e imperialismo, la storia delle balene, la vita di Wittgenstein e di Kierkegaard, l'amore medievale fra Abelardo ed Eloisa, oppure del perché la vendetta sia un topos del teatro elisabettiano, ma anche del "Ritratto dell'artista da giovane" di James Joyce come delle conseguenze inintenzionali della matematica. Gli accademici sono guidati sapientemente da Melvyn Bragg, 71 anni, veterano dell'emittente nazionale britannica al quale 20 romanzi e anni di programmi culturali di successo sono valsi anche la nomina a Lord. Ora, pare che queste forbite discussioni siano un vero successo, non solo in radio ma anche su internet: infatti i podcast delle varie puntate sono al numero 5 della classifica di iTunes e "In Our Time" è la prima trasmissione non americana più scaricata dagli utenti. Tutto ciò con buona pace di chi è convinto che sulla rete tutto ciò che tratti la cultura e in modo così "alto" non funzioni affatto. Il segreto del successo di "In Our Time", però, dimostra che di cultura si può parlare, eccome, ma anche che l'importante è farlo in modo decisamente accattivante: il tono dei dialoghi è sempre in sapiente equilibrio fra quello di un'interessante lezione universitaria e di una cortese conversazione fra pari; non c'è traccia di musica che interrompa il flusso di parole; il ritmo è delicatamente serrato, le spiegazioni mescolano finezze interpretative da studioso di lunga esperienza e curiosità da quiz del sabato sera.

Questo mix si ritrova anche nella trasmissione che vanta il podcast più scaricato su iTunes, cioè "Freakonomics", versione radio del blog tenuto sul "New York Times" dagli autori del libro omonimo, Steven D. Levitt (professore di economia all'Università di Chicago) e Stephen J. Dubner (collaboratore del quotidiano e del "New Yorker"): nel libro-bestseller, nel blog e in radio si cerca di spiegare "il lato nascosto delle cose", dal metodo per calcolare quante possibilità ha una nazione di vincere medaglie olimpiche in base alla sua popolazione fino alla dimostrazione che chi possiede un gatto è in generale più educato di chi ha un cane, oppure un'indagine sulla moralità delle escort. "Preparatevi ad essere illuminati, rapiti, anche arrabbiati. E alla fine sempre sorpresi", si legge sulla presentazione del podcast di "Freakonomics": a dimostrazione che sul web, come sui campi di battaglia, il fattore sorpresa ha sempre la sua importanza.
 

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