Iscrizione Newsletter
Per ricevere periodicamente la nostra newsletter iscriviti inserendo il tuo indirizzo e-mail. Attenzione: il servizio è attivo solo per le caselle @campus.rieti.it rilasciate con la University Card.
| Lesioni del cervello, presto un marker oggettivo del livello di coscienza |
|
|
|
| Attualità |
| Venerdì 05 Febbraio 2010 10:01 |
Uno studio dell'Università degli Studi di Milano e dell'Università del Wisconsin aprirebbe la via alla "possibilità di sviluppo di un marker oggettivo del livello di coscienza in pazienti portatori di gravi lesioni cerebrali"Fonte: Brainfactor.it Lo studio è in pubblicazione su Proceedings of the National Academy of Sciences (Ferrarelli F et al., Breakdown in cortical effective connectivity during midazolam - induced loss of consciousness, PNAS, 2010, in press). "Sappiamo bene che la coscienza non dipende dalla capacità di un soggetto di muoversi o di comunicare e sappiamo che l’esperienza cosciente è interamente generata all’interno del cervello; tuttavia, non abbiamo modo di estrarre, direttamente dal cervello, un indice oggettivo, cioè un correlato neurale, della presenza di coscienza", spiega Marcello Massimini del Dipartimento di Scienze Cliniche Luigi Sacco dell’Università degli Studi di Milano. "Una conseguenza paradigmatica di questa discrepanza - prosegue Massimini - è rappresentata dai rari casi di consapevolezza durante anestesia. In questa situazione un paziente, farmacologicamente paralizzato, recupera coscienza durante l’intervento chirurgico ma non è in grado di segnalare la propria esperienza al personale medico in sala operatoria. Più frequentemente, il problema della diagnosi clinica del livello di coscienza si pone nel caso di pazienti che, a causa di gravi lesioni cerebrali, non sono in grado di muoversi e comunicare". Negli ultimi anni è cresciuto fortemente l’interesse scientifico per i correlati neurali della coscienza. Evidenze convergenti, provenienti da misure sperimentali e da considerazioni teoriche, suggeriscono che la coscienza dipenderebbe dalla capacità delle diverse aree che compongono la corteccia cerebrale di comunicare efficacemente tra di loro. In mancanza di una comunicazione con il paziente, si dovrebbe valutare la capacità del cervello di sostenere una comunicazione interna. "Il recente sviluppo di una nuova tecnica, basata sulla combinazione di stimolazione magnetica transcranica (TMS) ed elettroencefalografia ad alta densità (hd-EEG), rende finalmente possibile la misura diretta della comunicazione cortico-corticale. Questa metodica permette di stimolare direttamente un'area corticale e di registrare gli effetti immediati di questa perturbazione nel resto del cervello. In nostro gruppo di ricerca, insieme a quello di Giulio Tononi dell'Università del Wisconsin, sta sviluppando questa metodica allo scopo di ottenere un marker oggettivo del livello di coscienza", dice Massimini. Già in una serie di recenti ricerche condotte in fase di sonno e di veglia sarebbero state dimostrate correlazioni tra la capacità interna di comunicare del cervello ed il livello di coscienza del soggetto (vedi Massimini et al., Science 2005; Massimini et al., PNAS 2007). Il nuovo studio estenderebbe questi risultati all’anestesia: dopo aver indotto farmacologicamente uno stato di perdita di coscienza in alcuni soggetti tramite somministrazione di un apposito farmaco, i ricercatori sono riusciti a misurare una "drammatica riduzione della trasmissione dell’informazione all’interno della corteccia cerebrale". "Questi studi aprono un canale diretto tra misure teoriche ed empiriche della coscienza - affermano i ricercatori - In particolare, lo sviluppo di un marker oggettivo del livello di coscienza rappresenterebbe uno strumento fondamentale per aumentare la sensibilità diagnostica al letto di pazienti portatori di gravi lesioni cerebrali, quali i pazienti locked-in e i pazienti in stato di coscienza minimale". |
Ultime Notizie
- Innovazione e ricerca, l'Europa boccia l'Italia
- Serve la cooperazione, non la competitività
- Se la Fornero facesse l'operaia
- Il moralismo trasversale
- Dal ministero per le Politiche agricole quattro borse di studio per laureati
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- WebTv da record: più di 2 milioni di utenti per i 60 anni di Vasco
- Obesità, Saverio Cinti: «Scovato il "serbatoio" segreto del tessuto adiposo»
- Così appassionati di videogiochi da farci la tesi? Wired vi premia
- Da Fondazione Crui, 22 tirocini all’Ispra in ricerca e tutela ambientale
Più Lette della Settimana
- Bachelor. Appello al Ministro Fornero: far presto per non dissipare generazioni di neolaureati
- Entro il 2012 la risposta sulla 'particella di Dio'
- Rieti. Allarme neve, Bastioni: «Ancora un fine settimana all'insegna dei disagi»
- "Internet sarà l'equivalente di quello che negli anni '50 era l'automobile"
- Posto fisso, polemica per la “doppia monotonia” della figlia del ministro Fornero
- Schizofrenia e disturbi sociali, studio italiano ne svela la natura
- Volunia, la sfida italiana a Google che rompe le gerarchie del Web
- L'UDU vince il ricorso sui punteggi minimi ai test d'ingresso
- Bere da morire: l'alcol accresce il rischio di sviluppare tumori
- In funzione il cuore che non batte, diventa anche un film





Uno studio dell'Università degli Studi di Milano e dell'Università del Wisconsin aprirebbe la via alla "possibilità di sviluppo di un marker oggettivo del livello di coscienza in pazienti portatori di gravi lesioni cerebrali"







